Volatili che parlano di volatili. Volessimo fare clickbait, questo potrebbe essere il titolo più azzeccato per introdurre il nuovo singolo dei Ratapignata, che si intitola appunto Marragau (gruccione, ndr).
Sulle tracce del variopinto pennuto, Lele e soci raccontano le fratture del nostro presente e il disfacimento dei suoi punti saldi e delle gerarchie di valori.
Il racconto si riflette anche nella musica, che interiorizza le tensioni e i contrasti della narrazione, assestandosi sul paesaggio umano e simbolico che fa da sfondo. Come per su marragau, il Mediterraneo è la presenza costante, tale da far virare le sonorità rocksteady e bluebeat verso atmosfere soul e afro, avvolgendo il tutto con un velo di malinconia persistente.
La band, da sempre caleidoscopica ed esuberante, qui si mostra più tormentata, fragile e riflessiva, come il gruccione che, nella sua vivacità, vola via per non tornare.
Il singolo è accompagnato da un videoclip diretto da Tore Cubeddu e Paolo Carboni: una sobria esibizione dal vivo al Teatro Massimo di Cagliari e un finale popolato che ha il sapore dell’invasione poetica.