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Joe Perrino & The Mellowtones
Rane 'n' Roll Reloaded
(1988-2025)
31 Dicembre 2025

Ferdinand Bardamu, protagonista di Viaggio al termine della Notte, è l’alter ego del di Louis-Ferdinand Céline. Personaggio ingombrante, accattivante, impossibile da analizzare al primo incontro, che occupa l’intero panorama del racconto autobiografico, protagonista dell’affresco di umanità, vicende e ambienti di tutto l’arco narrativo. Il cagliaritano Nicolò Macciò, classe 1965, soggiorna, per certi versi, nelle zone al confine con quelle occupate da Bardamu, condividendone alcuni spazi, sebbene le visioni politiche e filosofiche siano distanti. In primo luogo, come lo scrittore transalpino si manifesta tramite il suo personaggio letterario, così Macciò si proietta nel mondo tramite Joe Perrino. Il  secondo punto d’incontro riguarda la scelta del nome: Bardamu venne scelto da Céline perché gioco di parole tra il francese barda (parola in argot che indica l’equipaggiamento militare) e Mu, participio passato di mouvoir, muovere. Joe Perrino, dal canto suo, ha sempre indossato un equipaggiamento da battaglia,  simbolica contro un certo tipo di pensiero unico, contro l’imborghesirsi e il provincialismo della Sardegna del passato (ma che resiste ancora oggi), in una perenne guerra contro ciò che lo rende(va) inquieto. E per far questo ha cambiato posto e volto, ora nella cartografia fisica ora nella geografia umana, usando la musica come veicolo. Nel 1984 ha fondato i Joe Perrino & The Mellowtones (nome scelto in omaggio a una delle prime incarnazioni di Frank Zappa), band beat-garage che nel 1986 ha pubblicato l’esordio Rane ‘n Roll con la I.R.A. (Immortal Rock Alliance) Records di Firenze.

Quest’ultima è una storica etichetta indipendente coeva – nata dalle ceneri dei G.A.S. Studio di Firenze, creati dal produttore Alberto Pirelli e da Francesco Loy, figlio di Nanni, nel 1982 – fondata da Pirelli insieme alla moglie Anne Marie Parrocel.  La casa discografica contribuì a ridefinire un linguaggio nella scena musicale italiana – sintetizzato nelle parole del Pirelli – come “nuova musica italiana cantata in italiano”, tramite la pubblicazione dei primi lavori dei Litfiba, Diaframma, Moda (senza l’accento, mi raccomando!!), Detonazione e Avion Travel tra gli altri. E tra capolavori della musica italiana, ancora oggi inarrivabili, come Siberia e 17 Re c’era proprio l’esordio della band di Joe Perrino.  Quest’ultimo, qualche anno più tardi, come Bardamu, partirà per l’estero e cambierà pelle fondando gli A.D. Show e collaborando con gli Horse London. Il richiamo di casa è forte e negli anni novanta ritorna, dando vita agli Elefante Bianco, autori nel 1995 di un disco come Elevazione, gemma dell’alternative metal in salsa crossover (declinato à la Faith No More e Living Color) e che oggi risulta introvabile in formato fisico e sulle piattaforme streaming, ma che conferma l’istrionismo e il talento di Perrino.

Come i colori richiamano un pittore che vede la tela ancora immacolata, così l’artista isolano continua a trasformarsi e percorrere nuovi sentieri, creandoli dove gli altri non li vedono: è il periodo di Operaio malinconico, delle canzoni di Malavita e di Per grazia non ricevuta. Nel corso della sua carriera, solo momentaneamente in standby, si contano quasi 20 dischi, numerosi concerti e spettacoli teatrali e 8 film.

In questi quattro decenni appena trascorsi sono nate connessioni, fili rossi che si sono rivelati solo a distanza di anni e che cementificano i legami tra gli artisti. E diversi punti di contatto, come nella tesi dei gradi di separazione, hanno portato a Rane ‘n Roll Reloaded, sotto forma di omaggio, di tributo e di riconoscimento. Un vinile, con la copertina realizzata da Frenk Liori, figlio di Gianfranco che, insieme a Giuseppe Pionca, ha curato il progetto e che vi ha preso parte attivamente come bassista nella nuova formazione dei Mellowtones.

Accanto a quest’ultima nei credits del disco figurano musicisti che con Perrino sono stati compagni di etichetta fiorentina, ad esempio Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi e Andrea Chimenti. O ancora artisti che hanno fatto parte della scena italiana alternativa degli ultimi 40 anni (Giorgio Canali e Rossofuoco, Hugo Race, Pierpaolo Capovilla, Tre Allegri Ragazzi Morti o Teho Teardo), senza dimenticare alcuni esponenti di spicco del panorama isolano come Iosonouncane,i Dorian Gray di Davide Catinari, Paolo Fresu e Sikitikis. L’elenco dei partecipanti comprende anche altri nomi, oltre a quelli già menzionati, anch’essi artefici di un lavoro di qualità: Michele Taras, Carlo Cuccureddu, Serena Locci,  Ricky Verano, Giovanni Ferrario, Susanna Buffa, Samuele Dessì, Raoul Moretti, Emilio Capalbo, Gamaar, GianCarlo Onorato, Filippo Siddi, Arnaldo Pontis, Massimo Gentile, Marco Mancini, Flavio Piga e Valentino Murru.

Tutto questo mi porta ad alcune riflessioni. In primo luogo coinvolgere tante persone è indicativo del sentimento che provano per l’oggetto del tributo. In secondo luogo, se è vero che le canzoni nascono con una base originale definita non è altrettanto vero che le tracce risultano uno sterile copia incolla senza personalità: semmai si valorizza le freschezza e varietà del sound che è stato declinato secondo il gusto personale. Infatti abbiamo il surf dei Sikitkis, le vibes alla C.S.I., il punk hc garage, i passaggi del beat rock imbastardito col Detroit Sound e tutte quelle piccole variazioni sul tema che ogni nome in scaletta ha saputo apportare nel risultato finale, come nei pezzi dominati da Capovilla e Canali (quest’ultimo insieme a Freddie Williams, pseudonimo dietro cui si nasconde il critico musicale Federico Guglielmi). In terzo e ultimo luogo Rane n Roll è un documento prezioso che manifesta la qualità di scrittura, ora nei testi ora nelle melodie, di una band che probabilmente meritava più successo tra il pubblico generalista e che, per fortuna, ha comunque goduto di un grande amore da parte di quella piccola fetta di pubblico locale che ancora oggi manifesta la propria forma di appassionata e devozione romantica verso il Re della Spiaggia di Cagliari, icona autentica e verace.