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Extra Virgin Oil (EVO)
Primo piatto
14 Dicembre 2022

Il 18 novembre scorso la label indipendente Dischi Gourmet ha inaugurato il proprio catalogo con “Primo Piatto, l’extended play d’esordio degli EVO – Extra Virgin Oil. Gli EVO sono un giovane duo composto tra i polistrumentisti Francesco Oppes e Alessandro Fratta.

Il lavoro è profondamente intriso di riferimenti incrociati e molteplici, che tradiscono una sincera ammirazione per sonorità retrò, ma contestualizzate in un’ottica lo-fi hip hop e lounge: la tradizione del pop anni ‘60 e ‘70 di Burt Bucharach e le colonne sonore Piero Piccioni (in particolare in brani come Easy Lovers) e dell’eros saxsuale di Fausto Papetti, fino ad arrivare alle varie declinazioni patinate e sincopate della Italo Disco e della sua reincarnazione nella Italo House di fine anni ottanta. Ed è proprio quest’ultimo decennio, con la sua sfavillante locura, che occupa un posto di primario rilievo nell’immaginario espresso all’interno dell’EP, tra cui l’umorismo e i pun jokes della tradizione del cabaret, con l’ambivalenza dei termini per creare dei giochi di parole a tema softcore nei titoli dei brani. Un richiamo alla commedia sexy e alla poetica di Gianni Drudi che duettano con Il Pranzo è Servito in un weekend in Costa Azzurra. 

Primo Piatto è un succulento lavoro, quasi integralmente strumentale, che piacerà sicuramente agli amanti dei beat lo-fi – jazz, con una propensione per un’estetica edonistica e vintage in salsa mediterranea, in cui si esalta la facilità della melodia elegante e sensuale. I brani offrono una combinazione di atmosfere e suoni, che sono fortemente in debito anche con il funk bianco, jazz smooth, acid jazz e la nuova scuola di ritmi mundial che è stata riportata in auge negli ultimi anni da fenomeni della scena italiana come Nu Genea, Bruno Belissimo, 72 Hours Post-Flight e C’Mon Tigre. Ed è soprattutto con i primi che viene quasi istintivo il collegamento, per quanto Mediterraneo dei Nu Genea sia un disco eccellente – e tra i migliori dell’anno, a parere di chi scrive – è molto più orientato sul versante funk-groove in salsa partenopea, mentre i nostri ragazzi sono più intimi, notturni e minimal nella proposta. 

Il primo assaggio ha stimolato la curiosità e non ci resta che aspettare la portata principale del prossimo LP da dieci tracce in lavorazione e che potrebbe proiettare gli EVO tra le next big thing della scena sarda.