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WhiteFang
It’s a Strangely Beautiful World
29 Ottobre 2025

Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato Looking for Nivola del regista Peter Marcias. Il docufilm, musicato da Enzo Favata e che vede la partecipazione di Servillo a dare voce alle sculture dell’artista oranese trapiantato a New York, ne racconta il percorso artistico. Negli stessi giorni, WhiteFang, alias Luca Cadeddu Palmas, chitarrista e cantante originario di Bauladu, ha pubblicato It’s a Strangely Beautiful World, interamente ispirato al libro illustrato Star Child di Claire Nivola, figlia di Costantino. Le due cose non sono, ovviamente, in connessione, ma sono anche queste coincidenze temporali, nate entrambe nel segno della ricerca della bellezza, a rendere questo mondo, troppo spesso cupo e grigio, stranamente meraviglioso.

Il disco – che vede la preziosa partecipazione di Fabio Bruno e Alessandro Di Felice, rispettivamente basso e batteria, ormai parte integrante del progetto – pare ruotare attorno a un enorme “nonostante”. I riverberi sfumati, i layer di suono, e la chitarra mai troppo tagliente, acquistano una particolare forza descrittiva e, senza però indugiare nel didascalico, si inoltrano nel terreno delle ansie, delle paure, della miseria, riuscendo nell’intento di rappresentare – e qui torna il nonostante – un mondo stranamente meraviglioso. Complice il lavoro sul suono e sulla coltre eterea generata dagli shimmer, il risultato finale trasuda stupore e riconoscenza. Rispetto all’esordio, Luca sembra voler espandere il proprio universo sonoro, riempiendo di colore e sfumature l’attitudine cantautoriale che lo contraddistingue. Se Into the Woods viveva dell’intimità tra voce e chitarra, questo nuovo capitolo trova forza nella scrittura e negli arrangiamenti, ancora debitori ma ormai distintivi del suo linguaggio.

Al disco hanno partecipato Vito Cauli e Fabrizio Sanna, che ne ha curato anche la produzione. Tra gli ospiti alla voce Filippo Sanna e Pierpaolo Capovilla. Sua l’interpretazione in Rest, brano ispirato alla poesia di Pasolini, Supplica a mia madre. Le fotografie di Francesco Pepe e l’artwork di Mirko Rossi completano l’immaginario visivo di semplice meraviglia.

It’s a Strangely Beautiful World racconta senza dichiarare, con delicatezza e trasporto. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a sentire. Un’opera che parla a chiunque abbia provato meraviglia per qualcosa che non sa, ma che nemmeno ha interesse a identificare.

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