

Di Claudio Loi
Se vi piacciono le cose fatte a mano, con cura maniacale, con passione e sentimento Spore è qualcosa che fa per voi. Il nuovo disco di Valucre conferma un approccio musicale intimo, attento, moderno e antico allo stesso tempo e persino profetico nel suo indicare possibili evoluzioni e nuove soluzioni estetiche. Valentina Luiu, in arte Valucre, con Spore ci regala la sua musica e la sua anima, undici preziose creaturine che ci trasportano in una dimensione nella quale convivono i nuovi respiri della ricerca elettronica e la saggezza di antichi strumenti, l’eco di lontane storie e profumo di mosto selvatico.
Valucre ancora una volta se ne frega del tempo, di questo tempo così razionale e meccanico, delle quotazioni di borsa, del mercato, della competizione estrema, del correre veloce per arrivare prima, di sgomitare e urlare. Spore è qualcosa che possiamo sistemare nel reparto delle cose semplici (ma non banali), è musica a bassa gradazione alcolica, fermentata con i giusti tempi e aromatizzata con perfetti dosaggi di elettronica dal sapore discreto e suoni che sembrano arrivare da un catalogo di oggetti smarriti e ritrovati. Su questa soffice e quasi impalpabile materia sonora si adagia la voce di Valucre e le sue parole, le sue fragili storie di vita quotidiana, le speranze che aiutano a superare il difficile mestiere di essere esseri umani. In alcuni passaggi Spore sembra quasi una versione indolente e delicata delle nuove correnti dell’hyperpop con una strizzatina a Charlie XCX e alla nuova scena elettronica contemporanea. Nel suo insieme sembra Pop disidratato che necessita di essere rianimato attraverso processi creativi che creano legami e connessioni. In questo caso basta l’acqua, elemento essenziale senza il quale è difficile immaginare e creare e che scorre in tutte le tracce del disco. L’acqua lava via, pulisce e rigenera, diventa sostanza e suono, liquidità che si disperde nell’ambiente, scivola sulla pelle, scorre per tracciare strade e sentieri reali o solo immaginati.
Spore è qualcosa che dopo ogni ascolto regala sempre nuove emozioni e la certezza di un’artista che ogni volta sorprende e affascina anche grazie a un team come Shard Factory (e di Atlantide Dischi) ormai collaudato oltre alla preziosa collaborazione in alcune tracce di Trigarìu, dei Dodo q, di Tommy Sherd e di minuscoli microrganismi che sanno bene come resistere agli agenti esterni. E se vi piacciono le cose fatte a mano ecco per voi un libricino di poesie scritte di pancia a corredo del disco e una t-shirt creata per l’occasione da indossare in vista della prossima eclissi.
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