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Simon Balestrazzi
Appunti per il sole
5 Agosto 2026

La recente pubblicazione di Appunti per il Sole a nome del solo Simon Balestrazzi è l’occasione giusta per parlare di questo lavoro e di una serie di altre registrazioni che lo hanno coinvolto in tempi recenti. Di Balestrazzi, soprattutto noi che abitiamo l’isola, sappiamo tutto e conosciamo la sua accanita compenetrazione con la materia musicale. Il personaggio è molto riservato e non sembra interessato alle luci della ribalta, ma la sua produzione è talmente ampia e variegata da raggiungere la giusta visibilità, anche se talvolta risulta difficile stargli dietro. Qualche anno fa (almeno dieci se la memoria non mi tradisce) Rockerilla pubblicò una dettagliata ricostruzione della carriera di Balestrazzi e l’elenco delle pubblicazioni discografiche, nelle più svariate forme, occupava ben due pagine della rivista. Se si dovesse aggiornare quel file le pagine a oggi sarebbero almeno il doppio. Solo in questo primo semestre del 2026 lo ritroviamo in diversi progetti, tutti molto interessanti, sempre in linea con la sua filosofia di artista.

Una release di valore assoluto è la partecipazione al Vol. Tre di Heimito Künst – pubblicato dalla label Dissipatio – che conferma uno dei più interessanti rappresentanti della scena elettronica sperimentale italiana. Heimito Künst non si sa bene chi sia, si cela dietro nomi e fattezze che non lasciano trasparire la sua vera identità, ma la sua musica è ormai riconoscibile tanto da essere diventata una delle espressioni più autorevoli di questa radicale moltitudine rumorosa. Il disco è fortemente influenzato dalla figura di Thomas Bernhard e Balestrazzi fornisce il suo apporto in due brani (Mirror Game e The strange case of the Architect S.) per un disco che si candida tra le migliori uscite del 2026.

Ritroviamo Balestrazzi poco tempo dopo nel progetto Candor Chasma condiviso con il suo collega e amico Corrado Altieri a dieci anni esatti da Il Dipinto Ucciso, che vide la luce (o meglio l’ombra) nel 2016. Il nuovo lavoro si chiama Seance, viene pubblicato da st.an.da e conferma la stessa intransigente predisposizione al suono più radicale e urticante. Cinque tracce registrate al UEM Studio e allo spazio NeuroHabitat che è il quartier generale di Balestrazzi, il tempio magico dove tutto prende forma. Composizioni che sembrano provenire dalle viscere di macchine in cattività e che rilasciano una spiazzante sensazione di pericolo imminente.

Di recente pubblicazione anche Sea Songs. Music For Hotels Vol. 3, una strana antologia pubblicata da Silentes, fortemente voluta e assemblata da Vittore Baroni, un nome che è sempre una garanzia. Trenta brani per trenta partecipanti che danno la loro versione del mare, inteso come elemento fisico, come luogo di svago, come strada per partire e arrivare non si sa bene dove. Simon Balestrazzi è presente con il brano Bleu Outremer registrato nel marzo di quest’anno sempre nel solito NeuroHabitat con uno svariato campionario di macchine e software. È forse il brano più inquietante di questa raccolta con rumori e umori che rimandano a una situazione sospesa, incerta, come di chi naviga alla ricerca di un’idea di vita, di una spiaggia su cui riconquistare la posizione eretta. Il disco, a conferma della sua forza, è stato scelto come disco del mese su Rumore di giugno 2026.

Appunti per il Sole vede invece Balestrazzi in perfetta solitudine e viene pubblicato ancora da Silentes con registrazioni effettuate nel mese di giugno 2026 nel solito caveau. Si tratta di composizioni composte per uno spettacolo di danza contemporanea della compagnia Stalker di Daniele Albanese, una produzione del gruppo Fuorimargine con cui Balestrazzi collabora da tempo. Un progetto che riflette sul rapporto tra luce e suono, tra movimento e contemplazione, tra scrittura e improvvisazione, come meglio spiega la stessa compagnia. “La partitura di Appunti per il Sole nasce dal tentativo di applicare alla materia sonora il concetto di vibrazione/pulsazione solare in continua crescita e mantenere una salda relazione con i corpi dei danzatori, mutuando e amplificando ritmi e contro-tempi. Ne scaturisce una struttura musicale vertiginosa, costituita da cicli con velocità e intensità in continua progressione intervallati da momenti di improvvisa sospensione”. 

Per l’occasione Balestrazzi ha immaginato due differenti fasi (movimenti) che ha chiamato Il Sole e Notturno e sono chiaramente le due facce di questa storia: luce e buio, suono e silenzio, musica e movimento. Si avverte anche, cosa abbastanza insolita per Balestrazzi, la ricerca di qualcosa che si può avvicinare al concetto di ritmo, sequenze ripetitive e pulsazioni circolari che sono in perfetta sintonia con il tipo di performance proposta da Albanese. Il suono elettronico stimola i battiti del cervello, i muscoli sono pronti ad assecondare i bit elettronici, la mente decodifica segnali e li trasforma in azione. Ma niente è lineare e logico, tutto si esplicita in un labile equilibrio che ogni volta va decifrato, tradotto e rinnovato. Ovvio sottolineare che le composizioni di Balestrazzi trovano la loro migliore rappresentazione nella dimensione dello spettacolo, nella fase scenica con i danzatori che interpretano queste notazioni e le rendono materia cinetica. Ma la magia e la forza di questi appunti è che riescono a sopravvivere anche al di fuori della scena, fuori margine appunto, in cui è possibile per chi ascolta immaginare altre coreografie, altre dimensioni, forme sempre nuove.

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