Image
Seui 24, 25, 26 luglio 2026
Seuinmusica
Alternative Music Festival
30 Luglio 2026

“E coloro che furono visti danzare vennero giudicati da quelli che non potevano sentire la musica”

Friedrich Nietzsche

Dopo un anno sabbatico utile a ritrovare idee ed energie SEUINMUSICA riprende ad animare il centro storico di Seui con un festival che festeggia 10 anni di attività. Un traguardo incredibile per una manifestazione nata in sordina, quasi una festa tra amici e col tempo diventata un appuntamento imprescindibile nell’affollata estate festivaliera sarda. Un festival che ha sempre lavorato con estrema coerenza e coraggio con proposte mai scontate, e grande attenzione alla qualità e la propensione ad andare oltre le solite gabbie della musica che spesso infesta le nostre piazze. Una festa popolare, sentita e condivisa come sempre gestita al meglio dall’associazione culturale Kromatica, la direzione artistica di Luigi Murgia e Andrea Sanna e la voce preziosa e competente di Maurizio Pretta che si conferma ottimo maestro di cerimonie e abile intrattenitore. Ma dietro il festival ci sono tante altre persone, tutte indispensabili nel dare il giusto contributo alla causa, e una collettività che ha sempre aperto le sue porte a questa incredibile avventura sonora. Seui non è un paese facile da raggiungere, arroccato in una delle zone più difficili del centro Sardegna, in un contesto che in questi decenni sta accusando il colpo dello spopolamento e della perdita di servizi e proprio per questo è diventato fondamentale sostenere e supportare queste iniziative, che, per fortuna, stanno diventando sempre più frequenti e partecipate. Un segno di resistenza culturale che fa ben sperare per il futuro di queste comunità.

Suinmusica si è svolto dal 24 al 26 luglio, tre giorni intensi, ad alto tasso emotivo e una line up ben selezionata che in qualche modo fotografa lo stato della musica alternativa, non solo isolana. E anche questo è grande un merito che bisogna riconoscere al progetto. 

Paolo Angeli – credits Michele Perra

Il festival ha preso piede il venerdì del 24 con la consueta discesa della Seuinstreetband che di questo festival è un po’ l’incarnazione in musica e sposa la stessa filosofia di fondo: sangue, lacrime, sudore e divertimento. Le maglie gialle hanno regalato la solita botta di vibrazioni sonore che arrivano dalle infinite storie della musica e un impatto visivo e scenico che è uno dei punti di forza di questa banda. Ci si è ritrovati poi nella piazza San Giovanni, in pieno centro storico con un panorama mozzafiato, per assistere (con incredibile puntualità) all’esibizione in tempo reale di Brulla, una pièce nella quale Francesco Giomi e Francesca Atzeni hanno riletto a modo loro eventi lontani che hanno segnato la nostra isola. Tra elettronica di stampo industrial e teatro civile la Sardegna svela alcune delle sue pagine più tragiche e forse dimenticate. Giusto il tempo di organizzare il palco ed ecco Paolo Angeli e la sua chitarra senza confini per un concerto tra i più attesi della rassegna. Angeli è arrivato a Seui dopo una lunga tournée internazionale e si è perso come sempre nel suo mondo popolato da spettri del passato, memorie del presente, tradizioni che continuano a cambiare pelle e il solito campionario di suoni e influenze che è sempre arduo decifrare e razionalizzare. A un certo punto era difficile capire se fosse Angeli a suonare lo strumento o lo strumento a impossessarsi di Angeli e questa magia rende i suoi concerti unici e irripetibili. Sempre la stessa storia, sempre diversa, mai la stessa. Si è proseguito poi con un progetto decisamente straniante e coinvolgente in grado di mettere sullo stesso piano jazz e techno, elettronica e perizia strumentale: i TUN – Torino Unlimited Noise, ovvero Mattia Barbieri, Gianni Denitto e Fabio Giachino – gli artefici di questa eresia sonora che ha fatto vibrare i corpi, destabilizzato certezze e convenzioni e trasportato il pubblico in una dimensione cosmica, infinita, imprevedibile. Degno finale per una serata immaginifica.

TUN – credits Michele Perra

Il pomeriggio del giorno seguente ci si è ritrovati nella piazza antistante l’MCafè per la presentazione dell’annuario 2025 realizzato da Sa Scena, con Marta Loddo a guidare la conversazione. È stata l’occasione per confermare la forte sintonia tra la nostra testata e questo festival, oltre che per parlare di musica in Sardegna, di dischi, di eventi e di tutto quello che Sa Scena ogni giorno cerca di raccontare al suo pubblico. Occasioni come sempre utili e preziose, che permettono di incontrare il pubblico, scambiare con esso idee e sensazioni, uscire dalla dimensione del web e capire se quello che si fa ha davvero un senso. A seguire nella stessa piazza si sono esibiti gli Space Rooster (Edoardo Meledina e Rubens Massidda) con il loro blues sanguigno e polveroso che ben si addice a questi scenari.

Presentazione Annuario Sa Scena – credits Michele Perra

Solito spostamento notturno verso la piazza di San Giovanni per una serata potente e impegnativa. L’abbrivio è arrivato dai Feruja, trio totalmente acustico composto da Andrea Balia, Riccardo Spada e Mattia Mele che ha trasportato il pubblico in un viaggio partito dai grandi deserti africani e diretto verso il Mediterraneo e il profondo Sulcis. Una proposta che ha ricordato il desert blues di formazioni come i Tinariwen, ma con una personalità forte e decisa che arriva da un lungo lavoro di studio e sperimentazione. Un progetto interessante che andrà seguito con attenzione. A seguire abbiamo ritrovato Marta Loddo, questa volta nei panni di Mumucs, per un set impostato sulla voce e le sue possibili alterazioni, sospeso tra canzone d’autore, elettronica, ambient e David Lynch, che ha riservato nel finale un omaggio a Iosonouncane davvero riuscito e inaspettato. Come suggestiva è stata l’esibizione di Marco Scipione, presentatosi con il suo sax e una collezione di diavolerie elettroniche che hanno creato, modificato e destrutturato stranianti scenari di suoni ed effetti sonori. La chiusura è stata lasciata al progetto La Grasa De Pollo, quartetto di vecchie conoscenze del festival: Andrea Schirru, Rubens Massidda, Edoardo Meledina e Frank Stara. Via le sedie e spazio ai corpi lasciati trasportare dai suoni di un Sudamerica immaginario e stravolto, metafisico e ad alta gradazione alcolica. Qua e là sono arrivati echi morriconiani, scenari psichedelici a la Calexico, allucinazioni jodorowskiane, profumi e sapori che sapevano di peyote e mescalina, grazie anche alla chitarra di Rubens mai così deviata e straniante. 

La Grasa De Pollo – credits Michele Perra

La domenica a Seui è sempre il giorno dei saluti, dei ringraziamenti, degli abbracci e dei propositi per il futuro, ma sempre con la musica a fare da guida. Ha (ri)aperto le danze Mumucs nel pomeriggio, nel parterre del Biondo Bar, con voce e loop station che hanno fatto da filtro e un chiaro omaggio alla grande Björk da sempre sua guida spirituale. La notte è proseguita in piazza con Una Verissima Storia del Jazz proposta da Pier Francesco Loche in compagnia di Gianluca Tozzi e Paolo Assiero Bra: una produzione originale Insulae Lab nata da un’idea di Paolo Fresu che si è proposta come un “soliloquio musicato” con Loche che racconta i primi anni del jazz in Sardegna, tra ricordi vissuti, incontri inaspettati e la solita ironia che lo contraddistingue. Gran finale con Lùmia che ha visto in scena Ilaria Porceddu, Emanuele Contis e Ninu Vacca, una recente e interessante produzione discografica che sta girando con successo in questa torrida estate sarda.

Lumia – credits Michele Perra

Lungo le strade del paese è stato inoltre allestita la mostra fotografica “Dieci anni di Seuinmusica”, una ricostruzione per immagini della storia della manifestazione, un modo per ricordare ai visitatori, ma soprattutto al paese e agli organizzatori stessi, come si sia riusciti a portare avanti per dieci anni un festival come Seuinmusica, tra mille difficoltà, ma anche  grandi soddisfazioni. Perché è facile, a cose fatte e con il senno di poi, dare scontati i risultati raggiunti, ma spesso ci si dimentica di come quei risultati sono stati conseguiti, nel bene e nel male. Un racconto per immagini, quindi, che sa di rievocazione ma anche di sfoggio, celebrativo e giustamente orgoglioso, di un duro lavoro lungo anni del quale bisogna dare merito all’Associazione Kromatica e al paese tutto. La mostra sarà visitabile fino al primo weekend di agosto, quando si terrà un’altra interessante manifestazione che da qualche anno prosegue in qualche modo il solco tracciato da Seuinmusica, che è Contaminazioni, di cui avrete presto notizie.