Salvatore Garau, Pino Martini e gli Stormy Six
Sardinia in Opposition
3 Ottobre 2026
Gli Stormy Six nel 1982. Da sinistra: Giorgio Albani, Pino Martini, Franco Fabbri, Umberto Fiori, Salvatore Garau, Tommaso Leddi. Fotografia estratta dalla scheda presente su Wikipedia.

Le biografie di Salvatore Garau e di Pino Martini sono abbastanza corpose che meriterebbero un tomo a parte. Viaggi, continui cambi di formazione, esperienze che si accavallano e si intrecciano, tante variabili che rendono arduo dare un quadro esaustivo della loro carriera. Ci penseranno loro se e quando avranno voglia di raccontare nel dettaglio la loro esperienza artistica. In questo spazio ci limitiamo a ricordare un periodo glorioso della loro vita ovvero la militanza negli Stormy Six, una delle più importanti esperienze del rock nazionale in un periodo che va dal 1978 al 1984 e dal 1993 fino ai giorni nostri. 

Giuseppe “Pino” Martini nasce a Carbonia nel 1950 e il suo strumento di adozione è il basso elettrico, anche se da subito flirta volentieri con tanti altri strumenti. I primi anni di attività sono a conduzione familiare, una peculiarità che non lo abbandonerà mai: nonno, padre, fratelli, figli sono i suoi punti di riferimento e la sua prima band è appunto I Martini. Poi arriverà una fugace esperienza con il Megap Group e a seguire i Salis che lo accolgono nella loro famiglia. Siamo più o meno nel 1974 ed è allora che conosce Salvatore Garau, batterista di Santa Giusta nato nel 1953 reclutato dai Salis proprio in quel periodo. E sarà grazie ai Salis, che avevano una forte esposizione nazionale, che Martini e Garau entrano in contatto con gli Stormy Six in occasione di un concerto a Nuoro e la proposta di unirsi alla band milanese è difficile da rifiutare. Salvatore Garau accetta subito e nel 1975 si unisce agli Stormy, Pino Martini è interessato, ma deve risolvere il problema del militare e farà parte del gruppo più tardi raggiungendo la band a Madrid per un concerto che festeggiava la fine del regime franchista nel 1977. 

Gli Stormy Six sono state una delle formazioni più importanti del rock italiano con una fase beat iniziale, per poi muoversi verso un linguaggio di tipo cantautoriale e la riscoperta della grande tradizione della canzone di protesta. Ma anche jazz e rock progressivo, fino a diventare una delle formazioni più seguite dal movimento studentesco, molto in sintonia con le lotte del proletariato giovanile e del movimento operaio. Nel periodo compreso tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta gli Stormy Six sono un concentrato di militanza politica, impegno civile, ricerca musicale e sperimentazione sempre ai massimi livelli. Si inventano la Cooperativa L’Orchestra per bypassare la dipendenza dalle case discografiche e poi entreranno a pieno titolo nella grande famiglia del Rock in Opposition che raccoglie le migliori espressioni della musica di ricerca a forte connotazione politica come Henry Cow, Univers Zero, Etron Fou Leloublan, Art Zoyd, art Bears, Aksak Maboul e tante altre esperienze unite in un progetto che mirava a sostenere la musica fuori dai soliti circuiti commerciali. Garau e Martini si ritrovano quindi a suonare nella formazione che più di ogni altra ha rappresentato in egual misura la protesta giovanile e la ricerca musicale con concerti in tutta Europa quasi sempre a sostegno di cause politiche e civili. Oltre alla partecipazione attiva ai dischi prodotti in questi anni, tutti di enorme valore artistico, pietre miliari del rock europeo.

Nel 1977 gli Stormy pubblicano per L’Orchestra L’Apprendista un album più elettrico dei precedenti, decisamente prog-oriented, registrato a San Giuliano Milanese. Nel disco troviamo Salvatore Garau alla batteria, ormai in pianta stabile, e Pino Martini, che suona il basso come ospite in due brani (Carmine e Il Barbiere). Grazie a questo disco il gruppo entrerà di diritto nella famiglia di Rock in Opposition. Il 1980 è l’anno di Macchina Maccheronica uno dei più acclamati dischi degli Stormy. Garau e Martini di occupano della sezione ritmica e quest’ultimo firma anche due brani: Pianeta (con Umberto Fiori) e Enzo (con Franco Fabbri, Tommaso Leddi e Umberto Fiori). Il disco pubblicato sempre per L’Orchestra ottenne un successo incredibile soprattutto in Germania dove venne riconosciuto dalla critica come miglior disco rock dell’anno. A seguito dei riconoscimenti ottenuti nel 1981 viene pubblicato sempre da L’Orchestra un 45 giri con due brani: Cosa Danno e Reparto Novità che porta la firma di Pino Martini insieme a Umberto Fiori. Quest’ultimo brano verrà inserito anche in una compilation pubblicata nel 1982 dalla Recommended Records con il meglio del rock militante del periodo.

Reparto Novità verrà inserito anche nel successivo Al Volo pubblicato nel 1982 da L’’Orchestra con Salvatore Garau alla batteria e Pino Martini al basso e alla chitarra acustica. In questo disco, oltre a Reparto Novità, altri tre brani portano la firma di Martini: Non Si Sa Dove Stare, Roma e Parole Grosse, tutti scritti con Umberto Fiori. Con questo disco si conclude la parte più gloriosa e importante dell’esperienza Stormy Six, ma non quella di Garau e Martini che continueranno a far sentire la loro voce. Da questo momento la storia degli Stormy Six conosce una brusca, ma comprensibile, sosta per poi ritrovarsi, come vedremo, per una rimpatriata nei primi anni Novanta. Giusto ricordare, raccontando la storia dei due, la militanza parallela nei Capricorno, una formazione milanese che faceva capo a Guido Mazzon, uno dei musicisti più attivi in quel periodo sul fronte del jazz più free e politicizzato. Nel 1977, sempre per l’Orchestra, uscì il loro primo e unico album dal titolo omonimo con quattro composizioni a firma Mazzon in bilico tra jazz, prog, suggestioni mediterranee e persino riferimenti alla Sardegna che ritroviamo nel brano Vernaccia e Piriciou presente nel lato B di un singolo uscito nel 1977 in allegato alla rivista Gong.

Col finire dell’esperienza Stormy i due sardi restano ancora legati al giro Rock In Opposition e, insieme a Chris Cutler degli Henry Cow e i tedeschi Goebbels & Hart formano i Cassix quasi una sorta di spin off dei Cassiber guidati dallo stesso Cutler. Dei Cassix è possibile rintracciare diverse tracce incluse in alcune compilation della Reccomended e una registrazione live effettuata nel 1983 alla Fortezza Medicea di Montepulciano in parte disponibile in un box antologico dedicato ai Cassiber. 

Da questo momento l’attività di Pino Martini diventa più frastagliata ed eterogenea. Sempre con Salvatore Garau forma la band Matisse con una strizzata d’occhio verso la dance e la italo-disco che trova spazio in alcuni 45 giri pubblicati nel 1987 con il solo Sal Garau alla batteria dal titolo La Dolce Vita e Plateau Rosa peraltro mixati da Marti Jane Robertson alle sue prime esperienze italiane. Martini in questi anni rimane legato alla scena milanese e collabora con artisti come Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi, David Riondino e frequenta il giro del Club Tenco di Sanremo fino alla creazione di un suo progetto chiamato appunto Martini Bank e la contemporanea collaborazione con altre band come i Blusimodo e i Ballando.

Nel 1993 riappaiono gli Stormy Six in occasione di un unico concerto tenutosi il 10 maggio al Teatro Orfeo di Milano e che verrà fissato in un CD pubblicato nel 1995 da Radio Popolare dal lapidario titolo di Un Concerto. Il disco ripropone la formazione storica con Garau e Martini alla sezione ritmica e rappresenta una doverosa riscoperta della storia della formazione milanese. Ed è di qualche anno successivo, siamo nel 1998, la pubblicazione di Megafono da parte di Diva Records che raccoglie registrazioni dal vivo degli Stormy effettuate tra il 1976 e il 1982: anche questo un documento prezioso che restituisce tutta la potenza creativa di questo progetto con Garau alla batteria e voce e Giuseppe Martini che, oltre al basso e alla voce, si esibisce anche con un flicorno tenore. In realtà il concerto di Milano del 1993 non è l’ultimo in quanto i componenti originali si ritrovano magicamente il primo maggio del 2008 nel parco di Sant’Ignazio a Norbello con la partecipazione straordinaria di Claudio Rocchi che in quel periodo era fisso in Sardegna prima della sua scomparsa avvenuta nel 2013.

In tempi più vicini a noi Pino Martini ha ripreso in mano la sua isola e le sue tradizioni per iniziare un processo di riscoperta e riscrittura e anche di presa di coscienza della musica tradizionale, approfondisce la conoscenza del pensiero di Emilio Lussu e nel 1997 fonda i Tanca Ruja (o Tancaruja) che per diversi anni saranno una delle formazioni più attive nel panorama del neo-folk isolano, lontano dalle facili lusinghe del filone etno-pop e molto attenta ai suoni, alla lingua, al rispetto della cultura isolana.

Per Salvatore Garau inizia invece una nuova vita che lo porta a riprendere una delle sue passioni più forti: la pittura e le arti visive. Una scelta con la quale ottiene ottimi riconoscimenti, mostre in prestigiose gallerie in giro per il mondo e incursioni anche nel campo del cinema con diversi cortometraggi e docufilm. Ma la passione della musica non è facile da domare: nel 2013 Garau ritrova gli Stormy Six in compagnia di Moni Ovadia in un CD (con DVD allegato) registrato dal vivo il 20 aprile 2013 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia dal titolo Benvenuti Nel Ghetto pubblicato da Vinyl Magic. Per la cronaca si tratta dell’unico disco in cui è assente Franco Fabbri, unico membro presente in ogni lavoro della band fin dal suo esordio del 1969 e per l’occasione anche senza Pino Martini.

Non sono tante le testimonianze video degli Stormy, soprattutto dei primi anni di attività. Tra quelli disponibili è interessante una clip registrata al Leoncavallo di Milano il 22 ottobre del 1996 in occasione del 21° compleanno del Centro Sociale con la riproposizione de La Fabbrica, uno dei loro brani più famosi. Sulla destra si intravede Pino Martini, il suo basso e la consueta voglia di suonare.