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Red Crystal
Mezzanotte.
Il rock sardo negli anni Novanta del vecchio secolo.
19 Gennaio 2025

Talvolta nei mercatini dell’usato, tra ferraglia di ogni tipo, scarti della civiltà industriale, vestiti usati, refurtiva e qualsiasi cosa vi venga in mente, si possono trovare oggetti inaspettati, soprattutto se andate alla ricerca di qualche reperto musicale dimenticato dal tempo e dagli esseri umani, abbandonato sul ciglio della strada o semplicemente ignorato. Se si ha fortuna si trovano collezioni complete di vinili emerse da qualche cantina in fase di ristrutturazione o nella soffitta a cui non accede nessuno da anni. Piccoli tesori messi a disposizione di fanatici e collezionisti che finalmente ritrovano lo spazio e la gloria che gli è dovuta. Poco tempo fa ho avuto il piacere di intravedere il primo CD dei Red Crystal in mezzo a improponibili collezioni di musica classica low cost e non me lo sono fatto scappare. Quell’album si chiamava Mezzanotte, venne registrato e missato nell’estate del 1992 da Federico Aresu al Digital Studio e messo in circolazione subito dopo. I Red Crystal nel 1992 avevano già maturato una solida esperienza come live band e rilasciato qualche demo di prova prima di concepire Mezzanotte,  il primogenito della famiglia e la testimonianza di tanti anni di duro lavoro. Dagli archivi emerge che la formazione della band risale al 1985 con sede nel cagliaritano per opera di Luca Puddu e Maurizio Viccaro, a cui si sono aggiunti tanti altri musicisti nel corso della loro lunga storia, peraltro ancora in essere.

Mezzanotte era un album costruito e fabbricato in proprio, una delle tante autoproduzioni della scena rock locale che non poteva certo contare su strutture e case discografiche a cui fare affidamento. Nel disco troviamo i sopramenzionati Luca Puddu alla voce, Maurizio Viccaro al basso e Raffaele Mureddu alla chitarra, un perfetto power trio che poté contare anche sull’aiuto (non di poco) di Fabrizio Dedola alle tastiere e Giorgio Del Rio alla batteria. Sei tracce per meno di mezz’ora di musica, tutte a firma Viccaro/Puddu che in quel momento erano la spina dorsale della band e gestivano la compagnia da buoni padroni di casa. Sei brani sufficienti a inquadrare il loro suono e il loro stile che in quel momento era molto prossimo alle sonorità di gruppi come i primi Litfiba e persino ai suoni dei Mellowtones di Joe Perrino prima maniera. Rock italiano, cantato in italiano come si diceva allora, una fiera presa di posizione e anche la necessità di sentirsi indipendenti dalle grandi correnti del rock anglo-americano. Da segnalare che l’immagine della copertina del CD fu realizzata da Corrado Altieri che propose per l’occasione un incubo in bianco e nero che appare premonitore delle future escursioni nei meandri della scena industrial, quella più dark e intransigente.
Dopo questo disco i Red Crystal hanno avuto continui cambi di formazione, momenti di riflessione, pause fisiologiche non rare in questi ambienti. Ma la loro storia non è mai finita e in tempi recenti hanno pubblicato altri dischi: Regina dell’inganno nel 2003, Passioni Pericolose nel 2019 e realizzato diversi video, tra cui quello che vi propongo e che fotografa una nuova fase del gruppo, più matura e strutturata. Certo i tempi di Mezzanotte sono un lontano ricordo anche se rimane immutato l’approccio alla materia e una passione che non ha nessuna intenzione di affievolirsi. E se trovate da qualche parte quel vecchio CD non lasciatevelo sfuggire perché contiene emozioni e vibrazioni che ancora colpiscono a distanza di tanti anni.