Di Claudio Loi
C’è vita oltre la vita.
Di recente i Pulsar hanno festeggiato il decimo anno dall’uscita del loro primo album, Fine Tuned Universe, con un live che si può rintracciare in free download su Bandcamp dal titolo Three Dimensions Universe – live at Casa del Popolo che ripropone la scaletta del disco d’esordio. Un documento che – oltre all’aspetto musicale – ha anche una forte valenza politica e sociale in quanto il concerto è stato l’ultimo tenuto alla Casa del Popolo di Bosa, che ha chiuso le sue porte dopo quindici anni di gloriosa attività, per lasciare spazio a un ristorante, uno dei tanti sparsi per la città. Più business e meno cultura, uno scenario che si ripropone sempre più minaccioso e inquietante con la speranza e l’augurio che l’attività riprenda in un nuovo spazio e con la stessa voglia di essere un punto di aggregazione, di lotta e di confronto.
Per me è l’occasione di approfondire la conoscenza di una band che conoscevo poco e che invece merita di essere ascoltata e, ancora meglio, vissuta dal vivo. Su di loro poche tracce biografiche sul web, giusto qualche intervista, ancora meno sulla carta stampata, a testimonianza di un segreto ben custodito e accessibile a pochi eletti. Qualche notizia si reperisce su Bandcamp e Discogs quanto basta per tracciare almeno una discografia più o meno attendibile.
La band si forma nel 2014 e il loro bacino di approvvigionamento è qualcosa che si muove tra lo space rock classico, la psichedelica più occulta, l’elettrica forza dell’hard rock di impronta seventies e qualche iniezione di progressive del primo momento. Per capirci un ibrido tra i gloriosi Hawkwind, i primi Floyd e qualche strizzata d’occhio ai Black Sabbath che ci sta sempre bene. Chitarre elettriche a pompa, distorsioni cerebrali e acustiche, stati di allucinazione indotta da funghi, cactus, radici. Insomma tutte quelle cose che la storia del rock ha sempre corteggiato. Pulsar e la loro musica sono una sorta di fuga verso un cosmo più che altro immaginario, fascinazioni da science-fiction di scuola americana, filmacci di dischi volanti e diavolerie simili passando per le porte del cosmo che stanno giù in Germania o, se siete in zona, anche dai monumenti megalitici della zona di Macomer, come la muraglia di Predda Oddetta o il sito di Tamùli, roba che ha fatto uscire di testa anche Julian Cope, uno che di storie psichedeliche se ne intende.
La discografia della band si apre nel 2014 con Fine Tuned Universe, sette tracce completamente autoprodotte che rimangono il manifesto della loro visione sonica. Nel 2017 arriva The Arecibo Message uscito anche in versione CD completamente immerso nel trip dello spazio più profondo e nel 2017 World Never Know, un singolo uscito solo in digitale. Il 2022 vede l’uscita di Origins of Life, questa volta anche in cassetta, per arrivare al 2025 con il live di cui sopra registrato il 18 gennaio alla Casa del popolo e uscito il 24 febbraio del 2025.
I componenti della band si celano sotto vari nickname: The Urge al basso e ai cori, Jorad alla batteria, Away, chitarra, voce e theremin, e talvolta appare anche un certo Rach alle tastiere, forse una forma di vita aliena ingaggiata in uno dei tanti volti interstellari.
Se volete stabilire un contatto, loro sono disponibili e vi faranno viaggiare nel profondo blu dell’universo a 2.000 anni luce dalla vostra dimora o nella quinta dimensione suggerita dai Byrds.
