10 Settembre 2026

Ogni tanto Carlo Addaris si fa sentire e quando succede è sempre una buona notizia ritrovare un artista che rimane leggermente fuori fuoco, quasi distaccato dalla realtà circostante, ma sempre attento ai suoni che rimbalzano nell’infinito mare della musica contemporanea. La sua storia è fatta di partecipazioni importanti, di progetti originali, di fughe solitarie e improvvisi ritorni. Lo ricordiamo in tenera età nella fase finale degli Honeymoon Flowers di Franco Gaviano, un progetto seminale di rock viscerale concepito nella tranquilla quiete (forse solo apparente) di San Sperate. E poi la militanza nei Colazione Freak che a inizio secolo sono stati un bell’esempio di pop fuori ordinanza che pescava nella grande vasca della psichedelia più distorta e cangiante. Infine il progetto  Lo-Car che gli permette maggiore libertà di azione e lasciare spazio alle sue passioni. 

Diversi dischi sparsi negli anni, tutti molto interessanti con un costante impulso al cambiamento, voglia di cambiare pelle, vestire nuovi abiti e abitare umori di varia natura, insomma gustare il dolce sapore del nuovo e dell’imprevisto. Stories from the Future è il degno erede di questa lunga storia, un delicato assemblaggio di suoni elettronici e materici, tutto fatto in casa in perfetta solitudine senza troppe interferenze, con la giusta libertà e la dovuta concentrazione. 

A suo dire si tratta di un lavoro che «esplora lo spazio tra il silenzio e il movimento, tra memoria e immaginazione» con un approccio di stampo cinematico che appare propedeutico alla stimolazione soggettiva, alla partecipazione. Un metodo molto romantico, quasi malinconico, perfetto nell’evocare lontane rimembranze e uno stato d’animo che rimane sospeso nel tempo, nella faglia dei ricordi come se il futuro fosse già tutto dentro di noi.