16 Ottobre 2026

Spesso chi scrive tenta spiegazioni pindariche sul perché certe sonorità sviluppino una presenza così radicata sul tessuto underground locale. Ma tante volte c’è una sola ragione del perché: perché è fiamma.

E ad ascoltare Shattered Pieces, nuovo EP dei Regrowth pubblicato il primo ottobre, forse va compiuto un simile salto della fede, a mo’ di Ezio Auditore. Perché spesso si vorrebbe che la band che faceva doom ora abbia un’inspiegabile svolta sigilkore, sostituendo i consunti skinny neri con True Religion di due taglie più grandi e la birra con il benadryl. E altrettanto spesso chi spera in queste follie è qualcuno dalla splendida apertura mentale, ma sadico: resta diritto inalienabile per ogni artista ‒ purtroppo e per fortuna ‒ voler fare ciò che più ama.

Il gruppo propone qui cinque brani che catturano, forse meglio che mai, quello spirito del melodic metalcore tinto di nostalgia e al contempo sfrigolante energia. Sarà la dimensione più raccolta o la cura della selezione, ma paradossalmente i Regrowth riescono a superare quei precedenti momenti di ripetitività – che potevano lasciar desiderare di più – facendo proprio quello che più amano: toni distorti, grancasse pronte a fracassarsi e melodie trascinanti, che tra voci graffianti ed epici cori fan quasi venire voglia di unirsi a cantare. Disponendo delle corde vocali, s’intende.

Registrato da Lorenzo Mariani all’Overcore Studio, l’EP è mixato e masterizzato da Jei Doublerice ed è disponibile su Bandcamp e sulle piattaforme streaming.