Copertina di Quanto costa sognare, album dei Roman Krays
Quanto costa sognare
11 Giugno 2024

C’è stato un momento, all’inizio degli anni 2000, in cui l’etichetta punk italiano individuava non tanto la provenienza geografica, quanto un vero e proprio stile. Il solco era quello internazionale, ma band come Punkreas, Derozer, Pornoriviste e altri avevano mano mano tracciato la via italiana al punk.

Col tempo la via si è interrotta e, a parte i capostipiti, il testimone non è stato raccolto se non in pochissimi casi. Uno di questi casi è incarnato dai Roman Krays, band del medio campidano al debutto con Quanto costa sognare. Si presentano con formazione classica, due chitarre basso e batteria, cantano in italiano dosando, come da tradizione velocità e melodia. Nelle grafiche della band appare addirittura la saetta che spezza il cerchio, tipica dell’iconografia dei centri sociali, a fare tanto 2000.

Dietro Quanto costa sognare c’è Rockerstage in collaborazione con Kattive Maniere Records. Rec e mix sono opera di Antonio Nigro degli DARC Studios di Marrubiu.

Chiusa amarcord per chi scrive e per pochi altri: alla voce e alla chitarra (chissà se è ancora quella gialla a stella) Luca Vaccargiu, già nei Burp, formazione heavy metal delle pendici del Linas negli anni delle assemblee musicali.

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