

“Dal granito. Attraverso la foschia. Ritorno alle radici.” Si presentano così al popolo i Peregrin, trio psych/stoner che a giugno ha pubblicato l’EP d’esordio Arestes, anticipato il mese prima dal singolo Piore. Registrato a cavallo fra il 2024 e il 2025 da Fabrizio Sanna, autore anche di mixing e mastering, il disco “parla di sogni, resistenza e della combustione lenta di tutto ciò che si rifiuta di sparire”.
Salvatore Cadeddu (chitarra, voce, synth), Marta Zanza (basso, voce) e Luca Zanza (batteria) mettono insieme cinque pezzi solidi e quadrati, con chitarre fuzzose alla Kyuss e lunghe digressioni strumentali che rimandano ai Motorpsycho più heavy. Il tutto cantato in limba: una rarità, in un genere dominato dall’inglese. L’artwork di Ballak (aka Francesco Cau) lavora su un’iconografia identitaria in campo viola, perfettamente allineata al suono del terzetto.
Arestes si ascolta su Bandcamp e sulle principali piattaforme streaming.