

Di Alessio Frau
Il rock ha ormai una storia lunga tre quarti di secolo, nel corso della quale sono sorti innumerevoli sottogeneri. Così tanti e variegati che verrebbe da chiedersi se è davvero possibile pensarlo come un movimento unitario. L’ascolto di They Are Coming To You, EP di debutto dei PLAMB, dà delle ottime ragioni per considerarlo tale. La grande padronanza del mezzo consente alla formazione sassarese di accompagnare il fruitore in un percorso variegato, ma sicuro e curato in ogni dettaglio. Lontano da ogni barocchismo e da eclettismi di sorta, il disco segue una netta linea di sviluppo, senza tuttavia lasciarsi facilmente incasellare. Attingendo alla vena dissacrante del genere, la band racconta la generation genocide, formula che dà il titolo alla quinta traccia e che è stata pubblicata lo scorso dieci aprile come singolo.
L’EP è un monito alla massa assuefatta, abituata a ridurre la concretezza di ciò che accade alle immagini che scorrono senza sosta. Nonostante la mobilitazione contro l’infame genocidio del popolo palestinese sia dovuta anche al fatto che, per la prima volta nella storia, questo sia avvenuto in favore di telecamere, la continua produzione di video, fotografie e testimonianze finisce per far circolare le immagini come se queste avessero una vita autonoma. La rappresentazione non svolge più soltanto la funzione di rendere presente ciò che è assente, ma finisce per rendere assente ciò che dovrebbe rendere presente. Così, le immagini che permettono la denuncia in presa diretta si confondono nell’inesauribile flusso di nuove raffigurazioni, fino a ottundere il senso della realtà.
They Are Coming To You contribuisce a spezzare questo incantesimo senza indulgere alla retorica e al sentimentalismo. Uno dei punti forti dei PLAMB risiede nella capacità, non banale, di scrivere testi impegnati ma non didascalici. La loro musica possiede una carica canzonatoria che incanala insieme rabbia e gioia: attraverso un sarcasmo appassionato, il lavoro sprigiona una sorta di violenza creatrice.
Il gruppo sassarese ha mosso i suoi primi passi nel 2021, per poi prendere piede definitivamente nel 2024, quando al bassista Stefano Lusci, al batterista Emanuele Marras e al chitarrista Daniele Pisano si sono uniti il cantante Marco Appioli e il chitarrista Riccardo Bevitori. L’EP è stato registrato e mixato tra luglio e dicembre 2025 in Sardegna nel With No Rules di Maurizio Pinna e il Gray Studio di Marco Manca. Coerentemente col proprio messaggio i PLAMB hanno scelto di non essere presenti in tutte le piattaforme streaming e il disco è per ora disponibile su Bandcamp e YouTube Video.