Neneh Cherry al Sant’Anna Arresi Jazz Festival

Daniele MeiRetromania

Sant'Anna Arresi Jazz Festival XXIIIa edizione, nel 2008.

“Tra i tanti concerti al quale ho assistito ce n'è uno in particolare che mi è rimasto nel cuore. Non era una mega produzione con un pubblico di decine di migliaia di persone.

Uno degli aspetti più importanti è stato il piccolo spazio, che ha creato intimità con gli artisti sul palco e ha contribuito ad amplificare l'emozione. Era una serata uggiosa in Piazza del Nuraghe a Sant'anna Arresi, piazza che ha visto e vedrà negli anni tantissimi pezzi di storia del jazz.

Una piazza posizionata in un luogo magico, con il nuraghe a tre torri pressoché intatto alle spalle, le due chiese, una antica a sinistra e una più moderna a destra e il grande campanile a dominare il panorama della costa che va da Porto Pino all'isola di Sant'Antioco.

Quell'anno il festival era dedicato al trombettista americano che tanto ha dato al jazz, Don Cherry, scomparso nel 1995. Di lui, oltre alla produzione personale, si contano collaborazioni, in album chiave per questa musica, con Ornette Coleman, John Coltrane, Sonny Rollins, Albert Ayler, per citarne alcuni. Quale migliore occasione per riunire alcuni compagni di viaggio del musicista e la famiglia Cherry, composta da nomi illustri e artisti eccezionali, se non questa?

Neneh e relativa famiglia, Eagle-Eye Cherry, David Ornette Cherry e Christian – quelli meno famosi – e la moglie Moki. Poi, tra gli altri, Nanà Vasconcelos – che ci ha lasciati nel 2016 –, , Hamid Drake, Ken Vandemark, Jayadeva, OmRob Mazurek, William Parker, Butch Morris – passato a miglior vita anche lui, nel 2013. Il festival è stato eccezionale nell'insieme, tuttavia vedere la bellezza del progetto originale Cherry-Co mi ha rapito e il ricordo è ancora vivido.

Neneh, accompagnata da un nutrito numero di musicisti, ha cantato suoi brani storici e altri scritti per l'occasione con un trasporto che faceva venire i brividi.

Si, mi sono commosso, come si è sicuramente commossa lei mentre cantava. E mentre, durante l'esibizione, è scesa qualche goccia di pioggia, ho pensato fossero lacrime di felicità di Don, che probabilmente assisteva, emozionato anch'egli, da lassù.

Insieme a lei sul palco ballavano e cantavano Eagle Eye e David Ornette. Sono saliti sul palco per cantare pure la figlia e il marito Cameron McVey, co-autore di canzoni come Manchild, Inna City Mama e Buffalo Stance oltre che produttore degli album di Neneh. Altra indimenticabile emozione è stato lo scoprire le opere tessili e i collage di immagini di Moki, morta l'anno dopo, nella mostra allestita nella piccola chiesetta della piazza.

P.S. Ad aprire il concerto un bravissimo Alberto Balia con il suo progetto Arjazz.