Neneh Cherry al Sant’Anna Arresi Jazz Festival

Redazione Retromania

Neneh Cherry a SantAnnaArresi per Sant’Anna Arresi Jazz Festival XXIIIa edizione, nel 2008.

“Tra i tanti concerti al quale ho assistito ce n’è uno in particolare che mi è rimasto nel cuore. Non era una mega produzione con un pubblico di decine di migliaia di persone.

Uno degli aspetti più importanti è stato il piccolo spazio, che ha creato intimità con gli artisti sul palco e ha contribuito ad amplificare l’emozione. Era una serata uggiosa in 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝘂𝗿𝗮𝗴𝗵𝗲 a Sant’anna Arresi, piazza che ha visto e vedrà negli anni tantissimi pezzi di storia del jazz.

Una piazza posizionata in un luogo magico, con il #nuraghe a tre torri pressoché intatto alle spalle, le due chiese, una antica a sinistra e una più moderna a destra e il grande campanile a dominare il panorama della costa che va da Porto Pino all’isola di Sant’Antioco.

Quell’anno il festival era dedicato al trombettista americano che tanto ha dato al jazz, Don Cherry, scomparso nel 1995. Di lui, oltre alla produzione personale, si contano collaborazioni, in album chiave per questa musica, con Ornette Coleman, John Coltrane, 𝗦𝗼𝗻𝗻𝘆 𝗥𝗼𝗹𝗹𝗶𝗻𝘀, 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗔𝘆𝗹𝗲𝗿, per citarne alcuni. Quale migliore occasione per riunire alcuni compagni di viaggio del musicista e la famiglia Cherry, composta da nomi illustri e artisti eccezionali, se non questa?

Neneh e relativa famiglia, Eagle-Eye Cherry, David Ornette Cherry e Christian – quelli meno famosi – e la moglie 𝗠𝗼𝗸𝗶. Poi, tra gli altri, 𝗡𝗮𝗻𝗮̀ 𝗩𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗹𝗼𝘀 – che ci ha lasciati nel 2016 –, Trilok Gurtu, 𝗛𝗮𝗺𝗶𝗱 𝗗𝗿𝗮𝗸𝗲, 𝗞𝗲𝗻 𝗩𝗮𝗻𝗱𝗲𝗺𝗮𝗿𝗸, 𝗝𝗮𝘆𝗮𝗱𝗲𝘃𝗮, OmRob Mazurek, William Parker, 𝗕𝘂𝘁𝗰𝗵 𝗠𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀 – passato a miglior vita anche lui, nel 2013. Il festival è stato eccezionale nell’insieme, tuttavia vedere la bellezza del progetto originale 𝗖𝗵𝗲𝗿𝗿𝘆-𝗖𝗼 mi ha rapito e il ricordo è ancora vivido.

Neneh, accompagnata da un nutrito numero di musicisti, ha cantato suoi brani storici e altri scritti per l’occasione con un trasporto che faceva venire i brividi.

Si, mi sono commosso, come si è sicuramente commossa lei mentre cantava. E mentre, durante l’esibizione, è scesa qualche goccia di pioggia, ho pensato fossero lacrime di felicità di Don, che probabilmente assisteva, emozionato anch’egli, da lassù.

Insieme a lei sul palco ballavano e cantavano Eagle Eye e David Ornette. Sono saliti sul palco per cantare pure la figlia e il marito Cameron McVey, co-autore di canzoni come 𝘔𝘢𝘯𝘤𝘩𝘪𝘭𝘥, 𝘐𝘯𝘯𝘢 𝘊𝘪𝘵𝘺 𝘔𝘢𝘮𝘢 e 𝘉𝘶𝘧𝘧𝘢𝘭𝘰 𝘚𝘵𝘢𝘯𝘤𝘦 oltre che produttore degli album di Neneh. Altra indimenticabile emozione è stato lo scoprire le opere tessili e i collage di immagini di Moki, morta l’anno dopo, nella mostra allestita nella piccola chiesetta della piazza.”

di Daniele Mei

P.S. Ad aprire il concerto un bravissimo Alberto Balia con il suo progetto 𝗔𝗿𝗷𝗮𝘇𝘇

Link: Il report su Jazzitalia a cura di Gianmichele Taormina

Alcune opere di Moki Cherry