

Di Claudio Loi
Dopo alcune uscite in formato EP pubblicate tra il 2024 e il 2026 (Faith / Tempest / Fragments / Shell), qualche singolo e un album inciso con Stefano Guzzetti (Flora) ecco finalmente, come annunciato e in perfetto orario il primo full lenght Instant Light di Federica Deiana. Pubblicato dalla Home Normal che fa capo a Ian Hawgood dislocata tra Tokyo, Varsavia, Brighton, depositaria del verbo ambient nelle sue innumerevoli varianti, questa label sembra il posto giusto per ospitare le delicate infiorescenze di Federica Deiana e la sua dimensione sonica: amorfa, instabile, evanescente, fluida. Difficile, quasi impossibile, definire in poche parole l’universo ambient che ha ormai una storia lunga e articolata e una continua mutazione estetica, filosofica, strutturale. Ambient è un aggettivo che si disperde nello spazio: più un modo di essere che un linguaggio definito, più scelta di vita che appartenenza a un club, certamente una grande capacità di adattamento e la necessità di rivedere i propri orizzonti in un costante impulso alla ricerca e alla ridefinizione di concetti e leggi prestabilite. In questo immenso caos, in questa casa quasi normale, si trova perfettamente a suo agio un progetto come Instant Light così come la ricerca estetica di Federica Deiana, che ha fatto della leggerezza la sua ragion d’essere e dello studio il giusto training. Anche nel suo caso è un modo di stare al mondo, che, sia detto, non va considerato come rifiuto della complessità, ma come presa di coscienza di essere sempre in bilico, con un costante impulso a rivedere le proprie certezze e un velato rimando a quel ‘pensiero debole’ che significava l’abbandono delle grandi narrazioni, delle verità assolute verso una realtà plurale, aperta, dinamica e incline al dialogo.
Instant Light è una raccolta di emozioni che Deiana ha costruito con gli strumenti che conosce meglio: il pianoforte, i synth che aiutano a creare sfondi e texture, le potenzialità del mondo digitale nella fase di assemblaggio e post-produzione e l’aiuto della sua famiglia sonora che ha come punto di riferimento Stefano Guzzetti, a cui il disco è dedicato.
Instant Light è un album che rappresenta al meglio il pensiero estetico della sua autrice che da sempre lavora più per sottrazione che per accumulo, con i tempi che questa pratica comporta, le giuste pause e un calibrato utilizzo degli spazi e del silenzio. Ne è scaturito un prezioso distillato di suoni che premia la pazienza e la ricerca, la volontà di emozionare più che di stupire. Materiale effimero e delicato che va preso nelle giuste dosi, con cautela e attenzione, come la migliore musica per ambienti che non è solo arredamento e tappezzeria sonora, ma qualcosa che si disperde nei più remoti angoli del nostro essere. Instant Light – come suggerisce la stessa Deiana nelle note di presentazione – è anche una profonda riflessione sul rapporto tra luce e ombra, intesi non solo come elementi fisici ma come stati emozionali, agenti del vivere quotidiano che si snoda in un eterno e irrisolto conflitto di contrasti e pacificazioni. In questo senso l’album può essere inteso come invito a superare la dualità, i grandi blocchi di pensiero e concentrarsi sulle sfumature, sulle impercettibili variazioni di luce e suono, su quello che non appare, le ombre e i fantasmi nascosti sotto il letto. Da questo punto di vista l’album appare molto debitore a certe filosofie orientali che cercano di superare il grande fardello della realtà per accedere ad altri livelli di conoscenza, immaginare sempre un nuovo giorno, sentirsi al sicuro anche sotto le stelle, affondare nel mare calmo della beatitudine per rinascere ogni volta con nuove sembianze.
Merita una citazione anche l’immagine di copertina, una fotografia di Aurora Zandara che è perfetta nell’introdurre il giardino magnetico di Federica Deiana: un paesaggio immaginario, evanescente, vacuo e impreciso che lascia libero spazio alla creazione soggettiva, un luogo ipotetico che va costruito, pensato, abitato e in cui sarà possibile ospitare la propria idea di mondo, in cui sarà piacevole ritrovarsi. Un po’ come le zone d’ombra di Caravaggio che hanno bisogno di tutta la nostra forza creativa per essere rivelate, per superare la linea d’ombra che separa il il reale dalla magia dell’ignoto.
Come per i precedenti lavori questo disco è disponibile in formato digitale e anche in quello fisico, un CD in tiratura limitata confezionato con la solita eleganza che contraddistingue le produzioni Home Normal.