Copertina di Dawzz, EP omonimo

Dawzz – Dawzz

Gabriele MuredduMusica, Recensioni

La digital audio workstation (DAW) è un sistema elettronico creato con il compito di registrare, montare e riprodurre l'audio digitale, che permette di manipolare liberamente i suoni. Andrea Selis, Mattia Rivano e Valerio Cau, giovani adepti del DAW, hanno deciso di omaggiarne il nome, scegliendolo per il loro progetto musicale. L'acronimo è stato personalizzato con l'aggiunta di buzz, portandolo a , a voler sottolineare le intenzioni bellicose di mettere in primo piano tutta la melodia e il volume possibile per le orecchie dell'ascoltatore, con distorsione a palla e ampli valvolari portate agli eccessi.

Il power trio, originario del Sulcis -Iglesiente, lo scorso 19 luglio ha pubblicato il suo grido di battaglia sotto forma di ep. Tre brani (“Cime di latta”, “Buzz OST” e “Baros”) compongono l'esordio eponimo, in cui solo il primo è cantato in italiano. La scelta del logo preannuncia quello che viene confermato già al primo ascolto: una fortissima devozione per i primi tre (monumentali) dischi dei Queens of the Stone Age, e il loro robot rock. Quest'ultimo nasce come deviazione dello stoner e desert rock, contaminato da una componente di fuzz, noise e pop abrasivo: elementi che vengono riproposti nei tre brani. Cime di Latta è il brano cantato, figlio dello stile di Joshua Homme, in cui viene sprigionata la propensione verso il volume e il riverbero, nello stile californiano di Palm Desert e dell'alt rock anni ‘90. Buzz OST è un surf rock sghembo e moderno a la Jon Spencer Blues Explosion, che è cascato nell'acido e ha perso il controllo. Baros è la traccia strumentale più cupa e psichedelica del lotto, mostrando una certa capacità immaginifica del giovane trio.

DAWZZ è stato pubblicato il 19 luglio scorso, con la registrazione, mixing e mastering ad opera di Federico Cocco presso l'Event Studio di Selargius. Il disco è disponibile, in free download, sulla pagina della band. L'offerta libera sarebbe comunque un incentivo per un progetto musicale che ha gettato delle premesse, per quanto ruvide e ancora in fase di definizione, ma comunque buone e meritevoli di più attenzione in futuro.