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Daimon
Ellipse
23 Aprile 2025

Dissipatio 2025

Daimon è un progetto che da diversi anni, in modo abbastanza casuale e imprevedibile, vede coinvolte tre delle più interessanti espressioni della ricerca elettronica contemporanea: Simon Balestrazzi, Paolo Monti e Nicola Quiriconi. Del primo sappiamo più o meno tutto essendo uno dei punti di riferimento della scena locale da tanti anni, impegnato in svariate avventure soniche, ingegnere del suono, produttore, titolare della label Azoth e una discografia di incredibile spessore e numero. Paolo Monti è quello con la chitarra e sembrerebbe il più normale dei tre, ma se andiamo a riascoltare i suoi interventi in gruppi come The Star Pillow e Bosco Sacro diventa più ostico da inquadrare. E poi Nicola Quiriconi qui in veste di musicista ma anche di padrone di casa: la label Dissipatio è infatti una sua creazione che porta avanti con ostinata premeditazione, uno scrigno di preziosi manufatti sonori da seguire con attenzione.

Ellipse è il punto di convergenza di queste tre menti, in un progetto che è già al quarto capitolo della saga e segna anche una nuova fase del trio. Ellipse è il frutto di oltre cinque anni di meditazioni e ripensamenti, una release che ha attraversato (quasi) indenne gli anni bui della nuova peste, osservato e studiato un mondo in continua devoluzione e assimilato le tante bagatelle che gli esseri umani sono soliti inventarsi. Ellipse rappresenta una svolta in quanto, nonostante la lunga e faticosa messa in opera, è riuscita a ripensare e riscrivere la propria storia per approdare in territori tutti da esplorare. Abbandonata la virulenza noise dei primi lavori, quella massa porosa e indistinta di drone music che non lasciava troppe speranze, Ellipse ci riporta a qualcosa che ricorda il paesaggio dopo la tempesta, con tutte le contraddizioni del caso: teatro di macerie e speranze, ombre e luci, morte e rinascita. Forse lo stesso scenario che Cormac McCarthy descrive alla fine de La Strada o meglio la nuova dimensione che l’orchestra del Titanic si è inventata alla fine del viaggio verso il fondo degli abissi.Le sei lunghe tracce di Ellipse ci trasportano in una nuova dimensione, un nuovo modo di immaginare la realtà in una prospettiva inedita, straniante, perturbante. Il nuovo mondo necessita di suoni adatti al cambiamento, la giusta colonna sonora per sopravvivere in una realtà aumentata, distorta, disumana a cui ci si deve adattare. Proviamo a immaginare che musica potrebbero concepire quei musicisti dispersi nel profondo blu degli abissi marini, dove tutto assume forme e contorni inediti, dove il suono viaggia e si propaga in modo strano e assume sembianze e forme da definire. Per certi versi sono i suoni che ha immaginato Gavin Bryars in The Sinking of the Titanic seppure con un approccio ancora troppo umano, figlio della grande tradizione musicale del Novecento. Ellipse va ben oltre, evita di essere musica descrittiva e didascalica e si insinua in un contesto più concettuale e disorganico, ci consegna un’idea di musica nata e creata per una nuova specie ancora in fase di definizione. Evoluzione o devoluzione? Difficile dirlo e anche ipotizzare schemi o modelli, ma molto più facile da affrontare con questi suoni che arrivano da una triade che in questi ambienti ha sempre vissuto, che conosce le macchine e il loro fascino così come la  natura gelida del digitale e riesce a dare voce a una sceneggiatura del teatro dell’assurdo che questo mondo si appresta a diventare. Cinque nuove tracce piene di magia, che incantano e commuovono, che stordiscono e confondono. Una litania laica ben rappresentata dalle fotografie di Valentina Ramacciotti che accompagnano il booklet dell’album in perfetta sintonia con i suoni dell’album.

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