Xù - Who the f**k is Bobby Perù? - Andrea Pilleri - recensione - 2020 - Sa Scena Sarda

Who the f**k is Bobby Perù? – Xù

Luca Garau Musica, Recensioni

Recensione di Luca Garau

, che sa di starnuto, è il monosillabico moniker di Andrea Pilleri, poliedrico musicista, attivo da anni nel perimetro del punk e dei diversi post qualcosa: Rippers, Thee Oops, Love Boat, Sushicorner, fino ai TrustMeNot. “Who the F​uc​k is Bobby Peru‘” è il suo primo album, che come lascia presagire il titolo è un concept sul misterioso Bobby Perù.

Costruito in solitaria con l’ausilio di drum machine, synth e chitarra, il disco è permeato del lessico del synth punk, che sicuramente arriva da gente come Suicide e coevi, ma sono facilmente riscontrabili incursioni nel territorio di Washington D.C. (Q and not U, Antelope).

L’utilizzo della drum machine, ormai sempre più presente nei prodotti di una certa matrice, conferisce egregiamente il tipico alone asettico e monocromatico, e il cantato monocorde ben si sposa con gli intenti. Tuttavia l’incedere ipnotico e alienante, proprio del genere, è troncato dalle pentatoniche e dai bending di chitarra che tradiscono il background blues di Pilleri.

È un lavoro di grande sintesi da parte dell’autore e di facile esegesi per l’ascoltatore. Il dosaggio sapiente degli elementi – ampiamente e proficuamente testati dall’autore – è, sì, presente, ma senza mai cedere alla tentazione di scadere nel portfolio antologico.