White Sunset

Federico Murzi Retromania

White Sunset alla Squola Serale, 2011

Camicie floreali, visiere di plastica e occhialoni da nerd: i White Sunset erano perfettamente riconoscibili. 

Nella lunga e variegata storia dell’underground di Sassari, il quartetto composto da Matteo Desole (voce e tastiere), Pier Piras (voce e basso), Marcellino Canu (batteria) ed Emanuele Petretto (tastiere, cui subentrerà dopo un lungo periodo Mauro Mattana) è stato senza dubbio una meteora. Sia per la loro fugacità (sigh) che per la loro indiscutibile bravura. Emerson, Lake & Palmer, Procol Harum, Beatles e Pink Floyd erano le prime influenze immediatamente riconoscibili, unite a una grande personalità e a ottime capacità di composizione e performance.

I primi germi dei White Sunset risalgono al 2007, quando i quattro incamiciati si incontrano dopo esperienze (molto) diverse in varie formazioni cittadine. Saltano subito all’occhio e all’orecchio del pubblico di Tattari ziddai, non solo per il loro look eccentrico (e credetemi, era davvero eccentrico). Si susseguono partecipazioni a rassegne e concorsi sino al 2009, l’anno della svolta: i quattro si classificano finalisti regionali per Italia Wave Festival, piazzandosi poi miglior band emergente dell’anno. Da allora la carriera della band è in continua ascesa: si esibiscono in lungo e in largo per l’isola e la penisola, aprendo i concerti di artisti del calibro di Marta sui Tubi e Ligabue

Il live set che presentarono nel 2011 alla Squola Serale (ex Governo Provvisorio) è una perla per diversi motivi: un po’ perché racchiude sia il loro spirito istrionico e musicale che quello della fanbase che li seguiva, un po’ perché poco tempo dopo dei White Sunset si sono perse le tracce, un po’ perché la registrazione di quel concerto non è stata mai pubblicata fino a quest’anno. Le 8 DV sono state digitalizzate da Fry J. Apocaloso e finalmente possiamo goderci l’intero concerto. Dall’apertura in sordina con The Land of happiness all’esplosione di suono di Here It comes, passando per la ballad Sleeping Beauty e l’asfittica Invasion sino alla chiusura trionfale con Thank you for nothing. Da vedere e da ascoltare, nella speranza che (chissà) prima o poi i White Sunset ci regalino altri momenti come questo.

Crediti del live:

  • SPECIAL GUEST
    • Diego Desole – Percussioni
  • REGIA E MONTAGGIO
    • Fry J. Apocaloso
  • RIPRESE
    • Fry J. Apocaloso – Ivan CaddeoNicolò Barabino
  • MIXER
    • Carlo Doneddu