La mancanza di collante tra le realtà sarde è ancora più evidente quando si guardi alle microscene locali: in particolare sembra assurdo che non sia venuta a crearsi una sinergia più ampia all’interno dell’emo isolano, così periferico eppure radicato e militato. Tra chi ha rinnegato l’etichetta, chi s’è arroccato su di essa e i campanilismi a condire, sembra che nessuno voglia valorizzare questo dojo di urla e suoni distorti.
Ma, come sempre, spesso chi è lontano da giochi e intrallazzi fa il lavoro migliore: e nel suo piccolo si fa notare la Ghaul Records, “diy lo-fi label” con sede al 4C Studio di Fluminimaggiore. Creata nel 2021 da Alessandro Usai e Alessio Milia per colmare un vuoto nella comunità artistica fluminesa, l’etichetta ha negli anni allargato il radar ad altre città e generi disparati, allacciandosi oggi anche all’emo con The Springs.
Il progetto cagliaritano, fieramente lo-fi e misterioso, ha infatti pubblicato per la Ghaul l’extended-play Siren Song lo scorso venerdì 27 giugno. Il lavoro, che arriva a un paio d’anni dall’ultima uscita ed è il quarto EP del gruppo, vede lo storico membro Gi – che cura qui voce, chitarra, basso e synth – collaborare con un certo Blatta alle percussioni, dando insieme vita a quattro brani tanto caddozzi quanto originali fra di loro. Dalle schitarrate scatarranti dell’apertura Faster, Pussycat! Kill! Kill! all’incedere midwestiano di Goodbye e il twee rugginoso di Barbed Wire, per concludere con la manualistica emo-revival di Serenade, per l’ascoltatore viene aperta una finestra su vedute campestri e desolate, dove tutta la galassia indie rock dei Novanta si trova a finire shakerata e concentrata in questo lavoro. La cui semplicità è il vero pregio.
L’EP è disponibile per l’ascolto e l’acquisto in digitale sulla pagina Bandcamp di Ghaul Records.