Tenore e Cuncordu du Orosei, Werner Herzog & Ernst Reijseger – Requiem for a Dying Planet

Claudio LoiRetromania

Siamo intorno alla fine del vecchio secolo quando il violoncellista , uno dei maestri indiscussi della scena jazzistica olandese, entra in contatto con il Tenore e Cuncordu di Orosei e le loro storie così lontane e quasi antitetiche trovano un sentiero comune.

L'incontro avvenne a Venezia nel 1998 e da quel momento sono seguiti altri appuntamenti, sedute di registrazione, esperimenti, cannonau, mirto e una stima reciproca sempre più solida: una relazione extraconiugale che ha dato vita a un nuovo modo di percepire la musica della tradizione sarda.

Per dare corpo e sostanza a questi stimoli gli artisti decidono di ritrovarsi a Galtellì nella chiesa di San Pietro, si isolano in quello spazio fuori dal tempo e dalle mode di un mondo che imperterrito pensa ad altro. Quelle registrazioni, grazie all'intervento dell'etichetta tedesca Winter & Winter, finiranno su disco e quella strana liaison comincerà a girare il mondo e a far scoprire una Sardegna arcaica ma anche aperta e disponibile a mettersi in discussione.

Una collaborazione che poi nel tempo si è consolidata e assestata con diverse  testimonianze discografiche – tutte di eccellente qualità – disponibili grazie al continuo interesse di Stefan Winter e alla sua label. E da cosa nasce cosa e quelle musiche arrivano anche alle orecchie di che, affascinato da quei suoni, decide di inserire le voci di Orosei e le dinamiche contemporanee di Reijseger in due suoi documentari: The White Diamond del 2004 e The Wild Blue Yonder del 2005, due opere che confermano la forza visionaria di Herzog e il suo sguardo severo al nostro fragile pianeta, un mondo che sta pericolosamente andando allo sbando.

Sempre grazie a Herzog quella musica fa parte integrante dello spettacolo del 2006 e la colonna sonora è ascoltabile su CD grazie alla solita W&W.

Questa incredibile avventura artistica ci racconta come sia possibile superare le gabbie culturali in cui talvolta ci rifugiamo e guardare le cose da altre prospettive, con altri occhi.