Teddy Daniels – The Prisoner

Luca Garau Ascolti album

Scorsese e DiCaprio sono una presenza costante nell’album di esordio dei Teddy Daniels, The Prisoner. Già il nome della band è stato, per i più attenti, un indizio, confermato poi dalla traccia di apertura Shutter Island che chiude il cerchio. 

E quella tra schizofrenia, alienazione, bassi e chitarre distorte si rivela una combo azzeccatissima, capace, effettivamente, di conferire al disco, se ascoltato con le orecchie rivolte verso l’isola prigione del film, tutto un altro sapore.

La formazione è quella da battaglia – batteria, basso, due chitarre e voce – e il tiro è quello giusto. Giampy Guttuso alla produzione, complice probabilmente il riverbero a molla sulle voci, aiuta a dare un tocco retrò al tutto, e la cosa non ci dispiace affatto.

L’artwork è di Brandon, mentre le foto sono opera di Stefano Brandano e Giulio Ardau.Tutto questo è Teddy Daniels e, a ‘sto punto, chissà se dovremmo aspettarci un giorno (spoiler alert) anche Andrew Laeddis.