

Di Luca Garau
Recensione di Luca Garau
A leggere la biografia dei T.A.Q.B. sembra quasi di ripercorrere la stagione cagliaritana degli ultimi anni zero, soprattutto a coloro, come chi scrive, per i quali hanno coinciso con i tempi felici dell’università: Tana del Luppolo, Titty Twister, tutti nomi sentiti, ripetuti e per alcuni versi, ahinoi, dimenticati.
Fatto partire il disco, la sensazione è la medesima: la voce di Pille e i suoni della band riportano immediatamente a quegli spezzoni di vita vissuta, fatta di mense universitarie, l’8 fino al Magistero e poi chissà.
Va riconosciuta ai quattro una coerenza con l’immaginario anche dal punto di vista stilistico. È vero che Meno TV contiene i pezzi più significativi della carriera della band, ma riesce a essere un disco che suona esattamente come il rock italiano – e sardo – di quegli anni, senza lasciarsi contaminare da un presente che pare orgogliosamente non appartenergli.
Ci sono casi in cui il soggetto è più importante dell’oggetto. Questo è uno di essi. Non è tanto il disco a essere meritevole di attenzione, quanto il ritorno sui palchi di una band che ha fatto e riesce ancora a fare di una forte personalità il proprio marchio di fabbrica.

