ophion - soisterica - mizar elekrik waves - 2019 - sa scena sarda

Ophion – Sonisterica

Luigi BuccuduMusica, Recensioni

Non è semplice orientarsi in Ophion, il concept pubblicato di recente dai Sonisterica. La band Sassarese, con questo primo lavoro, si inerpica in una scalata tortuosa e adrenalinica verso una proposta alternative metal che si lascia contaminare pur mostrando solidi pilastri progressive.

Una persistente frenesia di architetture elaborate e groove in tempi dispari scoraggiano l'ascoltatore occasionale. I rimandi stilistici sono spesso riconoscibili: i riff, marcatamente nineties e con i Soundgarden di Badmotorfinger nelle dita, sono sorretti da un basso a volte battente e privo di medie alla Fieldy, a volte più espressivo e ricco di armoniche. Nel contempo il cantato, con liriche in italiano e inaspettati umori dark wave, contribuisce all'effetto spiazzante dell'album. Il primo impatto poco amichevole però nasconde in realtà un insieme di tracce che acquistano spessore col passare degli ascolti. Il muro di chitarre droppate investe in maniera convincente e ai momenti di pura furia distorta, bruschi stop e pronte ripartenze, si aggiungono aperture melodiche più accessibili e dilatate.

L'indulgenza verso chi ascolta non è tra le priorità della band. Il “suono isterico” dei quattro sembra avere una valenza catartica soprattutto per i musicisti, ma una volta metabolizzato ci si può immergere appieno nell'urgenza esecutiva di .

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Sonisterica - Ophion - Mizar Elektric Waves - recensione - Luigi Buccudu - 2019 - Sa Scena Sarda