Sleepwalking _ First Year Sampler – Artisti Vari

Luca Garau Musica, Recensioni

Oramai si chiamano selezioni, compilation o mixtape e sono le raccolte, fatte spesso da etichette o da artisti, e pubblicate organicamente. Senza alcuna velleità di purismo linguistico, ma solo perché ben si sposa con l’eleganza che traspare, è più calzante la definizione di antologia, nel suo significato etimologico di “scelta di fiori”. Perchè quello che ha fatto 2020 Editions nel compilare Sleepwalking (first year sampler) è proprio questo, selezionare i fiori meglio riusciti nel lavoro dell’etichetta e proporli in un bouquet ben assortito. Un lavoro che si inserisce all’interno di una scena isolana prolifica e ricca di progetti ambiziosi, che hanno saputo far parlare di sé nel resto del mondo, coniugando acustica ed elettronica, facendo incontrare generi come ambient, chill, jazz e new classical, spaziando dalle arti grafiche al cinema e portando a collaborare musicisti ed etichette solo sulla carta distanti fra loro. Solo per citare alcuni nomi, Luigi Frassetto, Mattia Ancillotti o Marcello Liverani, oltre a quelli presenti in Sleepwalking.

La giovane realtà, curata dal compositore Stefano Guzzetti, ha infatti rilasciato un disco che racchiude il frutto di un anno di lavoro. Dieci pezzi e diversi autori – Stefano Guzzetti, Gianluca Pischedda, Enrico Coniglio, Mario Massa, My Home, Sinking – che scivolano via immersi nello spleen contemporaneo fatto di classica, glitch, echi IDM.

Pur essendo un lavoro composito, la tracklist risulta ben amalgamata, quasi a tracciare un percorso, che complice anche l’artwork curato da Chris Bigg, raffigurante un vetro segnato dalla condensa, alimenta l’atmosfera malinconica, ottima per stemperare il clima natalizio. 

Tra tutte, il momento più alto è Twins del violoncellista Pischedda: complice anche il timbro dello strumento – che a detta di chi scrive, coprendo registri gravi e vibranti, rasenta la perfezione armonica – riesce a raggiungere e a solleticare corde emotive spesso silenti, ma responsabili di turbamenti interiori e repentini cambi d’umore.

Ci sono i pianoforti, ci sono gli archi e tanto romanticismo, ma non si ceda alla tentazione di immaginare Einaudi o peggio. L’antologia non appare affatto pop, ma osa regalare tanta, tanta eleganza e altrettanta bellezza che, come tale, sa essere mai assillante né oziosa.