Paolo Sanna + Uncodified

Claudio Loi retromania

Un documento video risalente al 2010 (circa) in un luogo che non è possibile identificare facilmente. La performance è condotta da Paolo Sanna che suona diversi oggetti in acciaio inossidabile (creati da Andrea Forges) e le protesi elettroniche di Uncodified (aka Corrado Altieri). La biografia dei due è piuttosto nota e si dilata in svariate avventure sonore e umane, tutte trasversali e piuttosto intransigenti. Minuzioso lavorio di ricerche sui materiali e le strutture primordiali per Sanna e deragliamenti postindustriali di matrice noise per Altieri (per farla facile). Ma anche tanto altro e tutto molto molto stimolante.

Questo misterioso set ci presenta una possibile sanatoria culturale e (persino) inaspettata ma proprio qui sta il bello della faccenda. Sub culture che si incontrano in un gioco degli opposti che appare insanabile: materia viva, materiale, tangibile quella di Sanna; distopia digitale elettronica quella di Uncodified. Passato e futuro che superano la contingenza delle cose per ritrovarsi in un luogo che non è (era) prevedibile. Eppure funziona, non si nota questa grande asimmetria estetica e culturale. Reale e virtuale si liquefanno in un unico corpus sonoro dai confini impalpabili e mutabili tanto da rendere impossibile la scomposizione dei singoli elementi. Un corto circuito che apre a ipotesi e ragionamenti mai conclusi: sulla definizione di arte, sul rapporto uomo-macchina, sul concetto di improvvisazione e anche di follia insita nella creazione artistica. Si viaggia in modalità random attraverso la storia della musica e la sua possibile e definitiva riconversione industriale.