Nonostante i dubbi sul metalcore melodico esploso negli ultimi anni Zero, bizzarro erede del filone radiofonico che dal grunge sfociò nel nu metal, c’è una lancia da spezzare in retrospettiva: ai Bullet For My Valentine, As I Lay Dying o gli eretici Asking Alexandria va riconosciuto il merito di aver avvicinato giovanissimi dai timpani soffici alla sottocultura -core e affini. Ma pur con i seguenti ibridi, prima electro – ricordate il crabcore? – poi technical, poi ancora nu (non crepa mai!) e infine post-, e la resilienza di death e math, il melodic non ha mai smesso d’ispirare. Prova vivente di ciò nell’Isola sono anche i Regrowth, tornati a due anni da Against Me con A Story Worth Listening To, in un nuovo capitolo della “fast music for sad people”.
E il disco in mantiene questa promessa, con un assalto ben ordito di giri melodici, distorsioni tonali e grancasse martellanti, così come d’immancabili blast, breakdown e palm muting, mentre il cantato graffiante va ad alternarsi con voci pulite e corali, esaltando le liriche sofferenti, nostalgiche eppure aggressive della band. Il risultato conquisterà gli amanti del genere, ma perdendo nel viaggio chi cerchi un po’ di più.
Pubblicato il 28 novembre scorso, il disco si compone di undici tracce, prodotte, registrate e missate da Lorenzo Mariani all’Overcore Studio, laboratorio domestico dietro a innumerevoli uscite del panorama -core isolano. Non a caso A Story Worth Listening To riceve anche il supporto di Acme Conspiracy e Cagliari Harcore, due realtà locali dai forti intenti. Il master è invece di Brad Boatright, dell’oregoniana Audiosiege, con l’album disponibile sulle piattaforme streaming e su Bandcamp.