

Da sempre nell’hip hop strumentale, abstract o lo-fi o come dir si voglia la musica creata da menti rinascimentali quali Nujabes e J Dilla, c’è una sorta di schiumante, fumosa, fervida eppure sublime quiete notturna. Che spesso colorava ingrate sere di studio per chi scrive, magari inizialmente tramite la gettonatissima (e altrettanto ruffiana) radio di YouTube, e poi con le proposte di Steezyasfuck e canali simili, scoprendo così la scena del Belpaese grazie ad artisti come Lester Nowhere.
Suoni giunti anche quaggiù, nell’ibrido emo-thereal di Gliocchidichihafattoilvietnam (Luca Fois, già Quercia) o negli Extra Virgin Oil, Foby Beats e altri ancora. E forse però, nessuno di loro ha colto del tutto quel lato più noir, riflessivo e atmosferico del lo-fi hip hop, memore delle musiche per Samurai Champloo, come anche della plunderphonics di Dj Shadow e del cool jazz più notturno e minimal immaginabile. Una scuola che invece n_vsn, alias Nicola Costa, sembra aver centrato appieno.
Nel suggestivo apparato visivo a cura di Æssenza Lab, le spettrali e avvolgenti note del beat tape The Night Vision – pubblicato da un paio di mesi – scorrono dal calar all’alba alternandosi a sample di monologhi filmici più o meno celebri, sopra evanescenti visioni di paesaggi oscuri, solitari e spezzati da rare luci, nubi, nebbie e piogge fino all’inesorabile conclusione, carica di una bizzarra speranza. Un esordio notevole in musica e video, che si spera essere l’inizio di tanto altro a venire.