

Di Claudio Loi
Chi si ricorda di Jonathan Richman? Uno stralunato e folle cantautore americano talmente fuori fuoco che veniva difficile inquadrarlo in qualche modo. Nei lontani anni Settanta con i suoi Modern Lovers suscitò parecchie attenzioni anche dalle nostre parti: quasi proto punk agli esordi e poi menestrello folk’n’roll nei dischi successivi.
Quest’estate è uscito Only Frozen Sky Anyway, un nuovo album pubblicato dalla Blue Arrow Records, prodotto dal suo vecchio amico Jerry Harrison (proprio quello dei Talking Heads). Al suo interno, con grande stupore e meraviglia troviamo una canzone scritta con Mauro Vacca e la partecipazione al brano di Tommy Larkins e Jerry Harrison dal titolo Little Black Bat che racconta le vicende di questo sizzimmurreddu (che sarebbe il pipistrello nella variante di Villacidro) sempre nel consueto stile a lui caro e un testo che passa con disinvoltura dal sardo campidanese all’americano delle sue parti.
I rapporti tra Mauro e Jonathan sono di lunga data, si sono conosciuti quasi per scherzo sul web e poi hanno iniziato una simpatica corrispondenza cartacea che mi immagino piuttosto bizzarra ma molto emozionante. “Abbiamo iniziato a scambiarci lettere rigorosamente via posta reale dopo che gli feci recapitare una mia piccola canzone tributo, lui è un curioso e ho pensato di proporgli una poesiola su un sizzimmurreddu, lui l’ha asciugata un po’ ed è nato questo reggaeton”.
Questa storia ci fa capire quanto la musica sia un magnifico trasmettitore di emozioni e di incontri, capace di azzerare le distanze e abbattere confini. Come direbbe Jonathan Richman: troppu togu!