3 Agosto 2026

Talvolta sussiste l’esigenza di non prendersi sul serio per restare sani, ma senza essere in distacco totale con la realtà. Anzi per immergersi ancora di più nel consorzio civile senza rimetterci la salute o la fedina penale, si rende necessario reprimere una visione delle cose e un atteggiamento troppo razionale e pacifico per mantenere il nostro quotidiano in bolla. O almeno provarci. 

E il primo album in studio del duo cagliaritano indipendente SIR JOEMARIO, dal titolo Elettrocardiodramma, tiene fermo questo parametro nella propria bussola musicale. Già dal titolo si percepisce come weirdness e giochi di parole, siano elemento centrale nel lavoro del duo mascherato, relativamente fresco di esibizione ad Ateneika e che ha scelto di celare il proprio volto dietro maschere di formiche antropomorfe.

Si può tranquillamente considerarlo un duo ascrivibile al bistrattato filone del demenziale, troppo spesso tacciato di leggerezza e idiozia quando invece ha avuto tra le sue file alfieri della critica sociale, cinici dal passato di sognatori disillusi, nevrotici innamorati o cronisti picareschi. Nel disco, scritto e suonato interamente da Sergio e Mario, c’è un coacervo di suoni e sonorità: indie italiano che strizza l’occhio  all’urban (coordinate Giorgio Poi, Frah Quintale), synth pop dei Pop X ed elettronica. Meritevoli di menzione i testi, tra nostalgia, amore, sbruncate emozionali, nevrosi con una dose di cinismo e cazzonaggine che è buona parte della cifra stilistica, ma in senso positivo.