

Di Luca Garau
In tempi in cui precarietà, disuguaglianze e tensioni sociali tornano a occupare il centro del dibattito, anche la musica riscopre il bisogno di alzare i toni. Punk e ska, da sempre ottimi veicoli della protesta, ritrovano così una rinnovata attualità. È in questo contesto che si inserisce Contro il logorio della vita moderna, album d’esordio dei Nugoro Rude, formazione ska-punk dell’omonimo capoluogo barbaricino.
Il disco nasce da un’evidente e autentica urgenza comunicativa, che restituisce spontaneità e convinzione al progetto. Il punto di forza risulta essere contemporaneamente il principale limite dell’album. Il messaggio sembra prevalere sul lavoro di cesello, lasciando l’impressione che alcune soluzioni avrebbero beneficiato di una maggiore rifinitura.
Nulla di grave per un esordio che possiede identità e coerenza, qualità tutt’altro che scontate. In un panorama dove troppo spesso si suona per riempire tracklist, i Nugoro Rude sembrano essersi dati un motivo preciso per esistere fatto di idee chiare, energia e una forte volontà di prendere posizione.