

Chiaroscuro, l’ultimo lavoro di Michael It´z, si colloca audacemente nell’antropofonia contemporanea. Audace antropofonia, tanto da non precludersi (o non accorgersi) di contenere dentro sé stessa spazi di musica dal mondo non antropofonico. Forse il titolo Chiaroscuro richiama ed evoca proprio i suoi stessi contrasti.
Michael Caria gioca e suona con elementi digitali, creando un vortice voluttuoso dove gli elementi estranei si perdono e si affiancano alla rotazione di tutto il fluido.Il disco seppur per palati esperti e avvezzi alle sue sonorità, mantiene un respiro ampio, utile a modellare il chiaro e lo scuro, in un magma di sfumature musicali che avvicinano e incuriosiscono all’ascolto anche uditori meno allenati.
Gli elementi e i campioni sonori vengono ben illuminati e l’ascolto prosegue per diapositive, a scarti digitali se viste da vicino o in un flusso analogico se viste da lontano. Poteva essere un disco polarizzato su due fuochi contrapposti, non lo è stato. Poteva essere l’inspirazione e l’espirazione: ha scelto di essere l’azione, il movimento.
Chiaroscuro, pubblicato da Labile Records come il precedente Ambivalence, sarà disponibile sulle piattaforme streaming dal 20 febbraio.