12 Giugno 2026

Si chiama semplicemente 3 il nuovo EP del chitarrista sassarese ErBomb (moniker di Francesco Simula), che continua a maltrattare la sua chitarra elettrica in perfetta solitudine seppur coadiuvato da macchine, dispositivi sensoriali, diavolerie elettroniche, distorsioni cerebrali e cavalcate psichiche che arrivano da lontane frequentazioni giovanili, qualcuna vissuta, altre solo sognate. 

Un disco che trasuda energia elettrica, virtuosismo, alta tensione e anche un po’ di inquietudine e stress umorale. Già dalla copertina si avverte un chiaro segnale di disturbo nel richiamo a un certo canone popolare della mitologia rock che sembra più frutto di una coercizione che di una libera scelta. Il dubbio rimane, ma si va oltre, verso la musica che sembra una seduta di autocoscienza con due interpreti: la chitarra e la sua storia. Sì perché queste sei nuove tracce sembrano la risultanza di un viaggio interiore alla ricerca del suono perduto: vengono evocati i fantasmi dei grandi guitar heroes, miti del passato che ancora incombono, suoni di cui è difficile fare a meno. Ma allo stesso tempo questo lavoro è anche studio, ricerca, sperimentazione e voglia di far parte di una grande famiglia, di poter scrivere qualcosa di nuovo e originale. Nella grande storia delle sei corde che passa per Zappa e arriva fino a Yngwie Malmsteen (due nomi a caso pescati nell’immenso calderone del genere perfettamente sostituibili) c’è spazio anche per Erbomb e per la sua versione dei fatti. Da ascoltare con la giusta curiosità, per ora solo in formato digitale.