Paolo Fresu & Orchestra Jazz della Sardegna

Federico Murzi Retromania

Orchestra Jazz Sardegna, Paolo Fresu, David Linx – Bess, you is my woman da Porgy & Bess, 1999

Questa storia parte da lontano, e il suo sottotitolo potrebbe essere “Delle ragioni per cui odiare chi inventò il flauto basso”. È probabile che molti di noi non sappiano esattamente quali siano queste ragioni. Tranne Marcello Piras, storico direttore della SISMA (Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana). Queste ragioni sono da collegare al combinato disposto di tre nomi: Miles Davis, Gil Evans e Porgy and Bess

Tutto iniziò nel 1994 a Pescara dopo la prima rassegna della SISMA e l’incontro di Marcello Piras con Gunther Schuller, storico compositore, musicologo e musicista. Da quell’incontro venne fuori una mezza idea: risuonare dal vivo per intero il rifacimento del Porgy and Bess di Gil Evans e Miles Davis (Columbia Records, 1959), nel quale Schuller aveva inciso il corno – giusto per capire di chi stiamo parlando. La programmazione venne fissata per il 1996 con l’Orchestra Jazz Siciliana e Paolo Fresu solista. Tutto sembrava filare nel verso giusto e in pompa magna. Se non fosse stato per alcuni piccoli particolari che vennero fuori, ovviamente, a ridosso dell’evento: come scrive lo stesso Marcello Piras, causa un malinteso nel dialogo fra lui e Schuller, quest’ultimo aveva capito che si sarebbe dovuto tirare su uno spettacolo con musiche di Gil Evans e solo qualche frammento di Porgy and Bess. Le partiture dell’opera integrale non esistevano, e si sarebbero dovute trascrivere da zero. Le prime trascrizioni che pervennero a Schuller e Piras erano sbagliate, e fu lo stesso cornista a rimetterci mano- pardon, orecchio, per correggerle nel minor tempo possibile. Riuscì a tirare giù le parti in una frenetica corsa contro il tempo che lo portò ad avere le trascrizioni due giorni prima del concerto. In tutto questo, ovviamente, l’organico dell’Orchestra Jazz Siciliana mancava di alcuni elementi fondamentali per l’esecuzione dell’opera, fra cui il famigerato flauto basso. Marcello Piras si scatenò come un cane mastino alla ricerca dei tasselli mancanti in tutto l’Abruzzo, riuscendo a metterli insieme giusto in tempo per la prima prova. Prova che naufragò nel niente perché, come scrive lo stesso Piras, «le persone incaricate di copiare le parti erano dilettanti incapaci». La ciliegina sulla torta.

I restanti giorni prima dello spettacolo passarono nella tragedia di parti da far riscrivere ai musicisti, fotocopiatrici usate come macchine da guerra e herpes da stress a Paolo Fresu (che patì anche, per gli addetti ai lavori, un’ottava in meno di estensione). L’esibizione a Pescara fu un clamoroso successo, ma vista la travagliata esperienza il SISMA decise di non rimettere mai più in piedi Porgy and Bess. Difficile dare loro torto. Solo nel 1998, in occasione del Time in Jazz di Berchidda, Paolo Fresu e l’Orchestra Jazz della Sardegna riproposero la mastodontica opera di Davis/Evans con la voce di un peso massimo come David Linx, e credo onestamente che qualunque altra mia parola sarebbe di troppo rispetto a quanto scritto dallo stesso Fresu al riguardo. Si può rimediare leggendo qui l’epopea che ha indirettamente portato alla registrazione dell’opera «rigorosamente live» allo Spazio Link di Sassari nell’inverno del 1999 e alla sua pubblicazione per Materiali Musicali i CD de il manifesto. Oppure ascoltate Bess, you is my woman now direttamente dal Teatro Verdi di Sassari. Si avvisa: cazzotti allo stomaco dietro l’angolo. 

(E comunque: nella prossima vita non vorrei mai rinascere flauto basso)