Ølsen Bjørne

Federico Murzi Retromania

Cosa spinse l’associazione universitaria Eureka a organizzare nella sera del 17 dicembre 2010 un evento intitolato “Una chitarra per gli Ølsen Bjørne”? Spoiler: un furto. Nello specifico, un furto di strumenti musicali. Ma partiamo dall’inizio.

Nell’underground sassarese degli anni Zero, gli Ølsen Bjørne sono stati senza dubbio un piccolo gioiello. Un incantevole equilibrio tra il noise dei My Bloody Valentine, i Radiohead del periodo The Bends, i R.e.m. del Peter Buck mandolinista con uno sguardo alla Seattle di Ten e dintorni.

Tanta sala prove e tanta ricerca sonora e timbrica portarono Giovanni Piredda (voce e chitarra), Francesco Bustio Dettori (chitarra), Alberto Maria Pintus (basso e mandolino), Paolo Russu (batteria) e soci a navigare sui palchi più disparati della città e dell’isola – uno su tutti, quello del The Cube di Cagliari per le semifinali regionali dell’Arezzo Wave 2006

Forse però il palco più tristemente noto ai fan della band non è sardo: durante la finale nazionale di MarteLive 2010 a Roma, prima della performance, ai musicisti sassaresi venne rubata la strumentazione. Riuscirono fortunatamente a esibirsi lo stesso grazie al supporto delle altre band. 
E torniamo quindi all’inizio: per raccogliere i fondi sufficienti da consentire alla band di rifarsi del furto venne messo in piedi alla Squola Serale di Sassari (un tempo Governo Provvisorio) l’evento “Una chitarra per gli Ølsen Bjørne”. La serata fu, neanche a dirlo, straordinaria. Sul palco si alternarono In My Viscera, White Sunset, Ludus in Krapula, Giocca, Francesco Simula e gli stessi Ølsen Bjørne. Grazie a dio, o meglio: grazie (anche) a quella serata, la band ci ha regalato ancora qualche anno di musiche molto fighe. Stanze è uno degli esempi (fra l’altro ne esiste una bella cover di Beeside aka Federico Pazzona che andò a sostituire Paolo Russu alla batteria). Ascoltare il resto, come direbbe Peter Gabriel, is up to you.