Che i tempi siano maturi per parlare di scena sassarese non è oggetto di queste righe, e con ciò si potrà esimere questa penna sudista dal prendere una scomoda posizione. Ma è un dato di fatto che di nuovo si parli di una band del capo di sopra, tra le altre cose composta da giovanissimi, la quale ha ritenuto che urlare sia il modo migliore per comunicare le conseguenze del proprio stare al mondo.
Si tratta dei Nivra che hanno di recente pubblicato il loro album d’esordio Rena. Importando in musica la teoria dei sei gradi di separazione si arriva ai The Lapse con soli quattro step toccando Vilma, The Death of Anna Karina e At the Drive In. Non per voler fare paragoni o genealogie, ma solo perché il lessico è il medesimo: viscere e pulsioni sublimate in chitarre ruvide e ritmiche veloci.
E pur essendo un esordio, oltre le viscere, è apprezzabile anche il lavoro compositivo e produttivo che restituisce all’ascolto l’intenzione verace della band. Merito dei Nivra e di Luca Daerke che ha mixato e masterizzato il disco. Degno di autonoma menzione è l’artwork, frutto della collaborazione di Kira, Leti e Manu, che richiama nella sua artigianalità una certa scuola di copertine degli anni 90.