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Mario Massa & Raffaele Matta
Feeling You
16 Aprile 2026

Brian Eno nel suo recente libro Cosa fa l’arte. Una teoria incompiuta, scritto in compagnia di Bette Adriaanse, afferma che “l’arte è un modo per trasformare in realtà le emozioni”. Dare forma a un sentimento e provare a renderlo tangibile è quanto di più magico si possa immaginare, un’operazione di disvelamento dei propri sentimenti che scaturisce dalla voglia innata di comunicare e condividere. L’ascolto di Feeling You, il nuovo progetto realizzato da Mario Massa e Raffaele Matta per la label Isulafactory sembra portare proprio in questa direzione: rendere visibili i propri stati d’animo, svelare i misteri che sottendono alla sfera delle emozioni. Un modus operandi che ha sempre accompagnato questi due musicisti e che mai come in questo frangente diventa manifesto di un modo di stare al mondo, di capire e interpretare la realtà, di essere artisti.

Una comunanza di intenti che in questo caso proviene dalla comune attitudine a sentirsi sempre in movimento, passeggeri di un viaggio con biglietto aperto alla ricerca di nuovi paesaggi, di qualcosa che non si sa bene cosa sia ma che spinge a varcare le soglie dell’ignoto, del mistero. Forse la stessa pulsione, la medesima voglia di conoscenza che animava lontani esploratori, viandanti senza meta e senza carta geografica. Tutto questo si manifesta nonostante le diverse esperienze di vita dei due artisti, i salti di generazione, le naturali discrepanze umane. E questa collaborazione ci conferma quanto l’arte sia un potente veicolo di comunicazione, e di come sia possibile incontrarsi nonostante le distanze fisiche e mentali. Succede, e quando succede è pura magia, qualcosa di inaspettato che arriva da misteriose congiunzioni astrali, persino dal caso che talvolta è maestro silenzioso di cerimonie e riti. 

Ecco quindi Feeling You, otto tracce che contengono tanti paesaggi, la mappatura di un mondo che non è solo fisico ma qualcosa di più: geografia dei sentimenti che finalmente si manifesta e si trasforma in realtà e ancora in qualcosa altro in un loop che stordisce e affascina. Mario Massa suona la tromba come se fosse un elemento naturale, un’appendice del proprio corpo, quasi un arto fantasma. Il suo approccio allo strumento evoca la voce del vento, il rumore della neve che poggia sulla terra. Massa non ha mai nascosto la sua passione per la musica organica di Don Cherry prima maniera e ha sempre fatto riferimento alla visione globale e intergalattica di Jon Hassell: maestri d’arte e di vita che ha sempre venerato. Il suo lavoro si è sviluppato tenendo conto di queste esperienze con le quali ha maturato un approccio dialettico, etico, ecologico, quasi mistico. 

Raffaele Matta è un chitarrista che arriva da altre pratiche, da un percorso impervio e difficile da definire che lo ha portato a lambire le coste del jazz più ortodosso per poi spostarsi verso la ricerca elettronica, approfondire lo studio dello strumento nelle sue più intime lacerazioni, sperimentare, rischiare. Ha subìto il fascino della musica orientale, quella indiana soprattutto, che ha frequentato direttamente investendo tempo ed energie. E in tempi più recenti ha continuato a sperimentare inserendo nella sua musica elementi naturali (acqua, oggetti, immagini…)  anche in rapporto alle tante variabili offerte dal mondo digitale.

Da queste basi scaturisce Feeling You che si traduce nella volontà di incontrare altre voci, di lasciarsi andare e ritrovarsi in un comune sentire. I paesaggi del nord Europa, dove il disco è stato concepito, hanno certamente inciso in questa vicenda: gli spazi, i silenzi, il vuoto, il ghiaccio, la luce che taglia e incide, colori a cui non si riesce a dare un nome. Musica che si disperde nell’ambiente e ne diventa parte essenziale.

Bisogna anche riconoscere che storie come questa non sarebbero possibili senza il supporto di chi crede e investe in questi scenari, tanto affascinanti quanto fuori mercato. Merito quindi di una label come Isulafactory che ha fisicamente sede a Modica, ma lo sguardo rivolto verso tutte le latitudini e si sta dimostrando lungimirante e disponibile nei confronti di nuove ipotesi della ricerca musicale con particolare attenzione anche alla nostra isola.