Marcello Murru

Claudio Loi Retromania, Testi

Un’esibizione risalente al 3 febbraio 1984 sui palchi del Festival della Canzone di Sanremo, edizione presentata dal solito Pippo Baudo e vinta dalla coppia Al Bano / Romina. Marcello Murru faceva parte in quel periodo dei Mondorama insieme a Varo Venturi e Liliana Richter e la loro canzone fu inserita tra gli esordienti nella sezione Nuove Proposte.

Marcello Murru in quel periodo aveva già lasciato la sua Arbatax da diversi anni per trasferirsi a Roma (che diventerà la sua nuova patria) e dare sfogo alle sue passioni: il teatro, la musica d’autore, la vita di una città nuova e piena di stimoli. Una delle prime esperienze è il trio Mondorhama (o Mondorama) un progetto dalla vita breve ma che ha lasciato come memoria un bel disco di musica sospesa tra canzone d’autore, synth pop e altre influenze tipiche di quegli anni. Poi la carriera di Murru ha preso una direzione più intimista e solitaria, un po’ incostante ma sempre a livelli eccellenti. Nel 1992 arriva il suo primo disco chiamato semplicemente Murru e i riferimenti sono alla canzone italiana più colta con citazioni costanti a Paolo Conte, ai suoi amici Avion Travel  ma anche a mostri sacri come Leonard Cohen e Tom Waits e così via. Bisognerà aspettare diversi anni per ascoltare il secondo album che diventa anche un accorato ricordo della sua terra: Arbatax vede la luce nel 2002 e viene seguito a breve da Bonora nel 2004 con una doppietta che fa sperare in una carriera più costante e metodica e superare quella fama di artista bello e dannato che in qualche modo gli è stata cucita addosso. Ma così non sarà e a quei dischi segue un lungo periodo di silenzio interrotto da qualche importante collaborazione sparsa nel tempo e nello spazio e tanti problemi di salute da risolvere. Nel 2010 arriva, inaspettato, La mia vita galleggia su un petalo di giglio, manifesto di un uomo che ha deciso di non mollare e di regalare preziose testimonianze della sua arte. Ma la notizia più bella è che in questo 2021 Marcello Murru è tornato di nuovo con Diavoli Storti un disco di inediti dopo undici anni dal precedente lavoro e una nuova vita da raccontare, nuove emozioni da condividere con il suo pubblico, la musica che diventa ancora di salvezza e stimolo potente per continuare ad esserci. Sono previste alcune date per quest’estate in Sardegna e sarà un piacere accogliere un artista così inquieto, profondo, necessario.