Copertina di Sado Sex for Dummies di Loose Sutures

Loose Sutures – Sado Sex for Dummies

Luca GarauMusica, Recensioni

Ci sono cose che da anni, da secoli, da millenni, si ripetono costantemente e, nonostante siano sempre uguali a se stesse, non smettono mai di sorprenderci. Eclissi, tramonti, risacche, cibi, visi e chi più ne ha più ne metta. Per uno strano meccanismo psicologico, siamo invece portati a cercare nella musica sempre l'innovazione, il guizzo – che ben vengano, sia chiaro – ma forse  sono spesso sopravvalutati.

I con Sado Sex for Dummies questo sembrano saperlo e tutto l'impegno che altri mettono per stupire, spiazzare sorprendere, lo mettono nel confermare. Il terzo disco della band sassarese è infatti ben collocato nella linea ideale già tracciata coi primi due lavori e, come già detto, si tratta di una conferma di quello che gli ormai tre sono in grado di confezionare. Forse è anche il genere che lo richiede, perché quel macrocosmo fatto di stoner, psych non pretende nulla di più se non di aggiungere ancora altri mattoni al muro di suono che dagli anni ‘90 viene eretto a colpi di distorsori e fuzz. 

E da buoni artigiani del clipping quali sono, ci hanno messo tutta la maestria nel partire dalla materia grezza e plasmarla fino a raggiungere una forma ancora più orgogliosamente grezza. Anche l'estetica risponde alle stesse esigenze e sesso, perversioni, violenza sudore e serpenti sono ben presenti nel titolo, nell'artwork e nello spirito del disco. L'elemento sorpresa è comunque assicurato dai due featuring di peso, con Alain Johannes e Nick Olivieri, personaggi che senza timore di smentita possono essere inseriti tra i numi tutelari del genere. In questa estate isolana costellata di festival vecchi e nuovi, in cui lo stoner sembra vivere una nuova e riscoperta giovinezza, i Loose Sutures segnano un punto, quasi rivendicando la responsabilità, assieme ad altre band sorelle, di farsi ambasciatori di un approccio musicale localmente internazionale. E Sado Sex for Dummies che da novembre varcherà i confini isolani, sarà degnamente in grado di dare la propria versione di hard rock. Perché ci vuole scienza, ci vuol costanza a rimanere saldamente ancorati ai propri binari e non va dimenticato che anche evitare i deragliamenti è una virtù.