JAB.
Storia di una band nella Sassari degli anni Ottanta
4 Febbraio 2026

Gli anni Ottanta del vecchio secolo continuano a rilasciare emozioni anche a distanza di tanto tempo. Un fascino che non smette di autoalimentarsi in parte dovuto all’effetto nostalgia che attanaglia chi ha vissuto quei lontani anni nel ricordo di un tempo perduto che si spegne all’orizzonte. Ma anche perché in quella decade sono successe cose importanti che ancora fanno clamore, anche in questa nostra isola. Il recente film di Davide Catinari, The Missing Boys, ha riacceso quella foca fiamma e reso giustizia a una scena locale forte e significativa che è stata anche rievocata nel recente happening organizzato in quel di Tonara nei primi di settembre del 2025 proprio a ricordo di un periodo storico che merita di essere raccontato e, come minimo, non dimenticato. Nelle giornate del 6 e 7 settembre del 2025, grazie a Sa Scena e alla locale Pro Loco, è stato ricordato il glorioso festival Rock Area in occasione dei 40 anni della prima edizione che si tenne nel centro dell’isola in quei lontani giorni. Una bella e doverosa manifestazione necessaria per ricordare uno degli eventi che hanno segnato la storia della controcultura isolana in un luogo inaspettato e fuori da ogni logica geopolitica. É stata l’occasione giusta per rivedere tante persone di cui si erano perse le tracce, per ricordare, riflettere, ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto quei momenti, ascoltare musica del presente, perdersi ancora una volta in un sogno realizzato nonostante mille difficoltà, infinite trappole, dissidi e scontri. Rock Area ha dato voce alle migliori espressioni della musica rock locale e la possibilità di vedere gruppi non sardi che difficilmente sarebbero arrivati in queste terre.

È stato proprio nelle giornate settembrine di Tonara che ho incontrato Riccardo Frau, che ha portato la sua testimonianza del festival che lui ha vissuto in prima persona in qualità di chitarrista dei JAB che si esibirono sul palco allestito nel cortile delle scuole elementari nelle due prime edizioni del 1985 e 1986. Riccardo Frau gli anni Ottanta se li ricorda molto bene e li ha raccontati in un volume pubblicato nel 2020 dal titolo piuttosto esplicito: Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ’80. Un volume pieno di notizie che ci riportano a quel tempo andato e di cui si è parlato anche su Sa Scena in occasione dell’uscita del libro.

I JAB sono stati uno dei gruppi più attivi della scena sassarese con una storia che si sviluppa tra il 1981 e il 1988 (con qualche strascico successivo) e che vale la pena di ricostruire. Cosa che ho fatto attingendo a quanto disponibile nel libro di Frau oltre a qualche flash sparso nella rete.

Il primo nucleo della band si forma intorno al 1981 tra i banchi del liceo quando Riccardo Frau e Carlo Bolognini (entrambi chitarristi seppur alle prime armi) decidono di unire le forze e coinvolgono Francesco Palomba che suonerà il basso e Carlo Rettaroli che si occupa di pestare i tamburi o meglio i fustini del detersivo in attesa di un set più professionale. Si trova uno spazio per provare e i JAB (che prendono il nome da un colpo della boxe) sono ufficialmente pronti alla grande avventura con un stile che rimanda alla grande tradizione del rock britannico, Stones e Who saranno da qui in poi i loro punti di riferimento, oltre alla grande tradizione del blues più elettrico e una ferrea volontà nell’evitare di confondersi con le tante cover band sparse per l’isola. In realtà nella prima fase della band il repertorio è composto da classici del rock blues in attesa di definire meglio un proposta più personale che a breve darà i suoi frutti. Qualche concerto di fortuna in qualche malmesso locale sassarese e si scollina al 1982 quando entrano in contatto con Giovanni Leonardi con cui sviluppano una fruttuosa e lunga collaborazione e l’inserimento nel suo catalogo che in quel periodo conteneva le migliori esperienze musicali sassaresi e non solo.

Sarà grazie a Leonardi e alla Luna Studio Records di Sassari che nel 1983 arriva la prima esperienza discografica con la pubblicazione di una cassetta con due brani Pomeriggio Metropolitano e Fuga Dalla Città che marcano il territorio e definiscono la linea estetica del gruppo: rock-blues di matrice british molto vicino al verbo Stones soprattutto del periodo Exile On Main St. Di questo periodo è anche la partecipazione alla rassegna Musica Musica sempre a Sassari con i JAB che troveranno ospitalità in una cassetta che testimonia l’evento pubblicata sempre da Luna Studio nel 1984 (Musica Musica 83).

Come abbiamo già visto i JAB saranno protagonisti delle prime due edizioni di Rock Area nel 1985 e 1986 insieme a una nutrita colonia di artisti sassaresi arrivati a Tonara grazie alla collaborazione con Leonardi, che si ritroveranno proprio a Sassari, poco tempo dopo, nella rassegna Sassari Estate 1986.

Sempre in questo periodo inizia la fruttuosa relazione con il sassofonista Frank Raya che approdò nell’isola dopo una importante esperienza nella band di Zucchero. Accompagnare Raya significò per i JAB un deciso salto di qualità, un ampliamento delle visioni musicali, nuove collaborazioni (ad esempio quella con Tiziana Rivale), tanti concerti nelle piazze isolane e passaggi radiofonici e televisivi anche nelle reti nazionali. Un tour de force che obbliga la band ad allargare lo spettro delle collaborazioni tra cui possiamo citare Massimo Carboni, Stefano Cossiga, Paola Frau, Sergio Pirisino, Gavino Riva, Mauro Fresi, Enzo Favata, Giuseppe Manca e chissà quanti altri a testimonianza di un progetto musicale solido in stato di grazia.

A ricordo di questa fase rimane un demo intitolato “1987” registrato negli studi di Abbardente Records a Sassari con quattro brani: Hey Girl, Ride On, On The Road e Sunday Afternoon, pubblicato in origine in formato CD di recente disponibile in digitale con una nuova masterizzazione. Sempre nel 1987 i JAB partecipano a Musica Musica 87 con un formazione allargata che sembra il preludio a nuove avventure sonore che invece non trovano conferma in quanto il 1988 segna l’interruzione di questo progetto. La vita chiama, arrivano impegni di lavoro, scelte da fare e come nella migliore tradizione del rock and roll si ricomincia con altre storie. C’è ancora il tempo per qualche sortita individuale in formazioni nate nello spazio di una notte, per suonare quando capita e con chi è disponibile, imbracciare le chitarre e sputare il blues più viscerale, respirare musica fino a perdersi.

Ma i JAB finiscono con la chiusura del decennio dopo un’incredibile serie di concerti, di esperienze e avventure che troverete in dettaglio nel libro di Riccardo Frau. Ci sarà anche il tempo per una reunion nel 2025 a distanza di circa 40 anni ospiti della rassegna Note d’Autore a Stintino. Di quella serata è disponibile un’intervista alla band realizzata per l’occasione da Maurizio Casu disponibile a questo link.

Una storia di rock vissuta con passione, impegno e la giusta dose di follia elettrica.