Humming Prismatic Radiance – PolyChrome

Federico Murzi Ascolti album

L’album di debutto dei villacidresi Polychrome si snoda attraverso dieci episodi che sfuggono a una catalogazione precisa. Humming prismatic radiance è, usando le parole della band, “multicolore, nella forma e nei significati, nato e cresciuto dalla combinazione di diverse influenze musicali, figlie degli anni 90, ma con radici più profonde”.

C’è un sapore novantino che pervade l’intero album e si declina nel lisergico brit-pop di Sway e Illumination o nel basso martellante e nelle chitarre liquide di Plasma Cracker, primo singolo estratto dal disco (di cui avevamo già scritto). Qua e là emergono anche atmosfere Mellon-Colliane e, muovendosi fuori dal perimetro dei 90’s, incedere sostenuti e asfittici stile Strokes, Franz Ferdinand e simili: Drift, una delle tracce più a segno del disco, ne è testimone consapevole. Insomma: se è vero che il cosiddetto alt-rock del secolo scorso e del nuovo millennio ha molte facce, i Polychrome le passano in rassegna con perizia dirompente.

I nomi dietro a Humming Prismatic Radiance sono Roberta Pinna (voce), Alessandro Gioffrè (chitarra), Luca Garau (basso e voce), Matteo Onidi (batteria) e Simone Sardu (chitarra). Le batterie sono state registrate all’Andrea Erbì Studio. Fabio Demontis si è occupato del mixaggio e Andrea Pica del mastering. L’artwork del disco è di Carlo Murtas.