Dohlmen – Boe Erchitu

Gabriele MuredduAscolti, Singoli

Prendete i Kenze Neke e mischiateli con il post metal dei Neurosis. Lasciateli riposare in una soluzione di doom & sludge, infiorescenze della macchia mediterranea gallurese e cantato in lingua sarda e otterrete (quasi) nove minuti di Boe Erchitu, ultimo singolo dei Dohlmen che anticipa il disco in fase di registrazione.

Su boe erchitu è una creatura del folklore barbaricino. S’erchitu, il cui nome cambia a seconda del paese, è un uomo colpevole di un grave crimine, rimasto inespiato con la giustizia terrena, e che, pertanto, per una maledizione di notte si trasforma in un bue bianco con grandi corna in acciaio e delle fiammelle in cima. Su boe, condotto in giro tra campagne e via di paese da un corteo di diavoli, muggisce per tre volte davanti a una casa, annunciandone la morte dell’occupante entro l’anno.

Questo messaggero funesto è il tema centrale del brano scritto dal trio olbiese, composto da Daniel Piredda (voce e basso), Filippo Falchi (batteria) e Pietro Chiaffitella (chitarra), che ritornano dopo una pausa di quasi un lustro dall’esordio omonimo, in cui erano già presenti riferimenti a figure leggendarie come s’ammuttadori, strie e accabbadore in chiave (post) metal ancestrale.

L’artwork è opera dello stesso Piredda, mentre per mix, master e registrazione è stato confermato Enzo di Ciaccio (bassista di Amesua, Cannot, Malignant Defecation).

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