Delirio - Spotify - player - 2020 - Sa Scena Sarda

Delirio

Marco CherchiMusica, Recensioni

Recensione di

Il primo, omonimo, album dei Delirio arriva sulla scena a cavallo tra l'incendiario live allo Strikedown Fest e il comunicato che li annuncia supporter ai Total Chaos. Due eventi non casuali che offrono il giusto rilievo a un progetto sì nuovo, ma già musicalmente maturo, grazie anche alla contaminazione della scena hardcore olbiese, ToEdGein tra tutti.

Il sound della band ci riporta indietro ai ‘90, all'hardcore punk di matrice newyorkese: si parte con la tiratissima “Earn Respect”, che funge da apripista a quasi 19 minuti per 14 tracce, in un palleggio stretto di chitarra e voce che conferisce ritmo all'intero lavoro e, attributo fondamentale per il genere, non fa mai calare la carogna.

La seconda parte ripropone i pezzi tratti dalla demo “Never Sink” dall'essenza puramente live, per congiungersi in chiusura all'anima più collettiva del disco in chiave old school, fatta di chorus oi! e famiglia.

Stilisticamente apprezzabile la prova vocale, sia stand alone che a rinforzo dei chorus presenti a più riprese, ma ben dosati per non gravare sul ritmo forsennato; così anche la scelta di inserire ben due pezzi in lingua, tra i quali spicca la sofferente “Finchè non farà male”.

Un'opera prima da ascoltare tutto d'un fiato, dal vecchio cuore hardcore, ma in grado di soffiare vento fresco in poppa al genere e dare nuova linfa a una scena che lo sostiene ancora con solenne devozione.

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Delirio – foto di Salvatore Nieddu