Il crollo sovietico, secondo un illuso Fukuyama, ci avrebbe destinato all’eterna pace neoliberale: peccato che sia innegabile la spirale bellicista in cui le nostre vite sono sprofondate. E la guerra non crea solo strappi tra le nazioni, ma prima di tutto distrugge le connessioni costruite faticosamente tra individui di culture diverse.
E se le connessioni riguardano l’arte, la cultura, la musica, noti antidoti allo scontro insensato, è chiaro che quelle sono le prime a cedere. Questa è (parte) della storia di Decollare verso il mare, progetto concepito dall’isolano Dav Cappai insieme al musicista italo-russo Aleksandr Chiesa e poi mai più completato, proprio a causa dello scoppio dell’Operazione Militare “della durata di un mese”, ben tre anni fa.
Dav, batterista sardo ma stabile a Pisa e militante nei Fanciullino, ha comunque voluto rilasciare gli unici tre brani esistenti a testimoniare la collaborazione tra i due, pubblicandoli in digitale per la neonata Minimizzati records. In un’immersione della durata di nove minuti, elettronica rumoristica e momenti atmosferici intersecano tra loro krautrock e coldwave, facendo librare alte le note del ricordo di “un evento storico che ancora oggi riguarda le nostre esistenze – personali, artistiche, politiche”.
Oltre ad aver lavorato anche a chitarre e basso, Dav è autore dell’artwork dal sapore astratto e statico: come a riflettere su ciò che poteva essere, eppure così è rimasto.
L’EP è disponibile per lo streaming e l’acquisto digitale sul Bandcamp di minimizzati.