Franca Masu - Cordemar - WMusic - Alghero - 8 aprile 2021 - Spotify - ascolti - 2021 - Sa Scena - 19 aprile 2021

Cordemar – Franca Masu

Redazione ascolti-album

Sono tutti cantati in catalano i brani del nuovo album di Franca Masu, intitolato Cordemar e uscito per WMusic: cinque tradizionali e cinque originali, dei quali la musicista algherese firma testo e musica. Gli arrangiamenti sono stati curati da un trio di altissimo livello, che vede Luca Falomi alla chitarra, Salvatore Maltana al contrabbasso e la giovane, ma ormai affermata, pianista Sade Mangiaracina

Grande varietà di stili e dinamiche melodiche, con controcanti e contrappunti, musiche andaluse e tanghere, spunti jazz e deviazioni pop, tra le quali spicca una ballata di Maria Carta rivisitata in catalano. La nutrita line-up vede anche Massimo Russino alle percussioni, Max De Aloe all’armonica, Laura Sillitti al violino, Daniele Guerci alla viola, Simone Cricenti al violoncello.

La produzione artistica ed esecutiva è della stessa Franca Masu per Aramúsica. La direzione musicale è di Luca Falomi, il missaggio è opera di Marco Canepa, Luca Falomi e Salvatore Maltana, mentre il mastering è di Alberto Macerata del Play Studio di Torino. Copertina, illustrazioni e foto sono di ChiaraLaFiùt, e la grafica di Antonio Fois per MouseADV.

Il disco riporta una sentita presentazione di Paolo Fresu, che vi riproponiamo di seguito.

Le Sirene esistono (di Paolo Fresu).

A l’Alguer, città catalana di Sardegna che si affaccia al nord ovest del mondo conosciuto, si vedono scrutare l’infinito. Ingannano i navigatori con il loro canto e sono mutanti fanciulle dalla chioma fluente e dagli occhi profondi come la notte sarda e mediterranea. Come nella polena della prua di una nave guardano dove gli altri non vedono cogliendo i desideri e le passioni degli uomini. Franca Masu è una sirena che offre un canto di ringraziamento alla sua terra e al suo mare. La si può intravvedere nella bonaccia, tra Capo Caccia e le Baleari, intenta a declamare melodie che sanno di storie femminili tracciate in una onda lunga che porta fino agli oceani lambendo i confini del mondo latino. Il suo è un canto atavico. Nobile retaggio di ninne nanne e serenate. Canto intenso e melanconico dalla grana spessa come il mito delle dee madri e delle janas. E’ nel medesimo tempo “un vento di primavera che entra dalle finestre e perdona un altro inverno accarezzando l’estate” e un cuore di mare fatto di lacrime e preghiere. Di suoni antichi e nuovi, di partenze e di ritorni al Sud e a un’isola, la Sardegna, che non appartiene a nessuna geografia. Cordemar è una invocazione e un voto. Uno splendido e rarefatto ritratto al femminile che solo una sirena può dipingere.