

Di Claudio Loi
Seconda release per Mraxani, etichetta di recente costituzione di cui abbiamo parlato in questi giorni in occasione dell’uscita di Matadiau. Inutile ripetersi, ma la nascita di un nuovo soggetto culturale, in un settore come quello della musica creativa e di ricerca è un accadimento di notevole coraggio che va sostenuto in modo deciso. Esperienza dal carattere fortemente familiare (nel senso più fluido e inclusivo del termine) gestita direttamente dai musicisti con il solo intento di avere a disposizione una piattaforma per dare forma alle proprie pulsioni creative. Ottimo e persino difficile da concepire in questi strani tempi.
Sea Poems for Sax ci consegna una manciata di composizioni scritte e interpretate da Claudio Melis che, dopo alcuni anni trascorsi nelle fredde lande del Nord Europa, ha deciso di tornare nell’isola con un bagaglio di esperienze e suggestioni che saranno utili nel prosieguo della sua carriera. Claudio Melis è un musicista a tutto campo che, oltre a trovare immenso piacere nel comporre, si diverte a suonare tanti strumenti: sax alto e soprano, basso, chitarra e tutte le possibilità offerte dall’elettronica, che utilizza sempre con la giusta parsimonia.
Il disco è diviso in due parti unite idealmente nel fare riferimento all’acqua, un elemento che ha conosciuto nelle lunghe notti finlandesi e che ha potuto ritrovare nella sua isola: qualcosa che dobbiamo sforzarci di immaginare non solo nella sua essenza fisica, ma come veicolo di emozioni, come contenitore di ricordi, magie, sensazioni.
I quattro brani che compongono la prima parte (Side A), soprattutto Clara Leaves e Wet Wool, ricordano certi scenari postromantici tanto cari a Claude Debussy, e sono caratterizzati da una velata malinconia di fondo che si disperde nei paesaggi immaginari creati dalle voci dei sax. Una sorta di madeleine proustiana che rimuove ricordi e spazia nei meandri del nostro inconscio, nella quale si percepisce una sgranata sensazione di spazialità molto cinematica, come possibili colonne sonore di film ancora da inventare e una sceneggiatura tutta da scrivere. Poseidon’s Prank continua nella stessa direzione ma con un mood più contemporaneo, grazie alla presenza di un bordone che rende tutto più elettrico e vibrante. Water Palace, che chiude la prima parte, ci riporta a suggestioni di chiara ispirazione nordica, a lunghe e fredde notti senza fine.
Le quattro tracce della seconda parte (Side B) sono di matrice più sperimentale, improvvisata e sembrano provenire dalle lontane esperienze della creative music del secolo scorso: forse Braxton o il primo Leo Smith, ma anche altre deviazioni che arrivano dal parterre più esoterico della musica contemporanea come Giacinto Scelsi (citato non a caso dallo stesso Melis). Titoli come Ballo Tondo e Sardinian Dance lasciano presagire un rimando alla tradizione isolana che in realtà avviene con una certa distanza di fondo, con uno sguardo obliquo e laterale che obbliga l’ascoltatore a uno sforzo di profonda ricerca interiore. Operazione che diventa folk immaginario o meglio folk concettuale in quanto lascia a ogni fruitore infinite possibilità di interpretazione: l’isola è solo un lontano ricordo, uno stato d’animo. Lullaby è un brano rarefatto e sofferto, molto materico: si percepisce l’aria che esce dagli strumenti, il fiato e il respiro, e il suono è allo stesso tempo materia e idea, concreto e astratto. Stesse sensazioni che ritroviamo in Hypnosis, in cui appare in dissolvenza lo spettro del primo John Surman e lontani paesaggi avvolti dalla nebbia. Il cerchio si chiude con Placenta che segna un ritorno alle origini, in quella che possiamo immaginare sia la percezione del suono quando ci si trova immersi e circondati dall’acqua, sia quella del ventre materno così come quella della profondità degli abissi.
Oltre a Claudio Melis al disco ha partecipato la seconda volpe Elia Casu e la famiglia si è allargata per l’occasione a MMarie (Maria Boidin), Maria Lahtela e Miranda Sandvic. Il tutto disponibile in digitale e persino in formato CD che verrà stampato solo su richiesta: scelta caldamente consigliata per apprezzare al meglio la magia di questi suoni e le ottime grafiche realizzate sempre dalla Mraxani. Come si faceva una volta…