Berto Pisano e la sua Orchestra – “A Blue Shadow”

Claudio Loi retromania

Nel 1974 gli italiani impazzirono per lo sceneggiato televisivo Ho incontrato un’ombra: oltre 19 milioni di spettatori per quattro puntate trasmesse tra febbraio e marzo  sul Programma Nazionale (oggi RAI 1) con la regia di Daniele Danza e la presenza di attori come Giancarlo Zanetti, Laura Belli, Beba Loncar e le musiche scritte da Romolo Grano e Berto Pisano.

Fu proprio la colonna sonora a suggellare la riuscita del telefilm e in particolare la sigla finale A Blue Shadow che divenne un tormentone e rimase in testa alla hit parade per lungo tempo.

Berto Pisano (Cagliari 1928 – Frascati 2002) ha iniziato la sua lunga e prolifica carriera sotto la guida del fratello Franco e poi ha continuato studiando contrabbasso al conservatorio di Cagliari (l’iscrizione avvenne nel 1945).

Fece parte degli Aster di Fred Buscaglione durante gli anni del secondo conflitto mondiale, suonò in varie orchestre di impostazione jazz per poi ritrovarsi a fianco di maestri come Piero Umiliani, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Franco Cerri e tanti altri.

Un lungo elenco di colonne sonore, concerti con i migliori jazzisti italiani, direzioni d’orchestra in tante trasmissioni della RAI e nel 1974 il botto con questa strana, allucinata e quasi lisergica composizione che sposta il nome di Berto dalla cerchia di appassionati al grande pubblico (non solo italiano).

Un successo inaspettato che segue la messa in onda dello sceneggiato, un 45 giri pubblicato senza troppe aspettative in pochi esemplari che diventa un successo di massa.

Un caso atipico, fuori dalle regole dell’industria discografica e proprio per questo ancora più misterioso.

Per alcuni mesi A Blue Shadow diventa la colonna sonora degli italiani – anche di quelli che non guardavano la televisione – e nel tempo un riferimento costante per gli amanti del genere.

Non male per un musicista partito da Cagliari nel dopoguerra in compagnia del fratello Franco con l’unica speranza che la musica potesse essere una carta da giocare. E poi quello strano flicorno solista che si stacca dall’Orchestra e in pochi minuti ti cambia la vita…