Acousticherie

Claudio Loi Retromania

Feste di fine anno e tempo di auguri. Quindi baci baci baci in abbondanza seppur virtuali ma sempre graditi. Questa versione di 24 mila baci del Celentano di tanti anni fa ci arriva dagli Acousticherie una formazione che diverso tempo fa si divertiva a riscrivere classici del rock in chiave acustica.

Sono state una delle prime formazioni di quella scena del Medio Campidano che successivamente ha prodotto cose notevoli e che ancora ci deliziano con la loro musica. In questa proposta si intravedeva l’eccellente preparazione tecnica dei singoli e una propensione alla demistificazione dei generi.

Il gruppo originario era composto da Elia Casu e Ivan Melis alle chitarre, la batteria di Stefano Vacca e la voce era quella di Giulio Muscas. Ma quello era solo un archetipo di band sempre in continua evoluzione che ha fatto della mutazione una sua cifra estetica. Negli anni di attività ci sono passati tanti altri musicisti, molti del bacino del Medio Campidano ma anche da altri territori: Matteo Muntoni, Simone Pala, Fabrizio Pittau, Fabrizio Annis, Roberto Melis, Sergio Calafiura, Alessandra Saba, Alessandro Pusceddu e chissà quanti altri che non riesco a rintracciare. La ricetta è molto semplice: si prende un classico della musica dei nostri tempi, lo si riporta al suo stato originario e lo si ricompone con soli strumenti acustici.

Un bel giochino che funziona se sei un buon musicista e se conosci le dinamiche della musica. Loro ci riuscivano molto bene come testimonia un CD omonimo licenziato nel 2008.

Poi le loro vicende hanno preso altre strade, chi in territori più sperimentali, chi nel jazz, chi nel rock e in tante altre faccende. Quello che non hanno mai perso è la capacità di evitare schemi rigidi e una innata voglia a collaborare e a fare sistema.